La 38a America’s Cup arriva a Napoli, un’epoca nuova per la regata più antica del mondo

La 38a America’s Cup si svolgerà a Napoli, segnando un’epoca nuova per la regata più antica del mondo.

La 38a America’s Cup si svolgerà a Napoli, con barche AC75 e AC40, regate di flotta e nuove regole
La 38a America’s Cup si svolgerà a Napoli, con barche AC75 e AC40, regate di flotta e nuove regole

Un’epoca nuova per la regata più antica del mondo

La 38a America’s Cup si svolgerà a Napoli, segnando un passo importante nella storia di questa regata, nata nel 1851 e considerata il trofeo sportivo più antico al mondo. Dopo 176 anni, l’evento torna in Italia, e per l’esattezza a Napoli, un’occasione unica per dimostrare la capacità del Paese di organizzare un evento internazionale di alto livello. L’evento non è solo un momento di orgoglio per i tanti appassionati, ma anche un’opportunità per valorizzare le competenze, il territorio e la cultura del Sud Italia. Inoltre, rappresenta un’occasione attesa da anni per accelerare la riqualificazione dell’area di Bagnoli, restituendola alla città in modo accessibile e integrato nel tessuto urbano.

La 38a America’s Cup introduce importanti novità, tra cui l’America’s Cup Partnership (ACP), una struttura che riscrive le regole del gioco e introduce una governance paritaria tra i team. L’ACP si occupa della gestione organizzativa e commerciale dell’evento, dando vita a una struttura più stabile e condivisa, nel rispetto dei documenti e dei ruoli originari del Defender e del Challenger of Record. Uno dei primi obiettivi dell’ACP era quello di attrarre più team, contenendo i costi e stabilendo regole più certe e sostenibili nel lungo periodo. L’iscrizione di sette team dimostra che la strada intrapresa è quella giusta.

La partecipazione di sette team conferma la validità del modello proposto.

Le barche e le regole tecniche

Per Napoli 2027 sono state confermate le barche già utilizzate a Barcellona: i monoscafi foiling AC75, scafi ufficiali di Coppa, e i più piccoli AC40, anch’essi monoscafi foiling, ma One Design, e quindi uguali per tutti i team. Secondo il nuovo Protocollo, i team già presenti a Barcellona non potranno progettare da zero un AC75 e dovranno riutilizzare, se disponibili, gli scafi impiegati nella 37a America’s Cup. I nuovi iscritti potranno invece acquistare un AC75 esistente oppure costruire uno scafo basato sul progetto di una barca della precedente edizione. Per rispettare uno degli aspetti fondanti dell’America’s Cup, che è sempre stata una sfida tecnologica, il Protocollo pone dei vincoli alla modifica degli scafi e al numero di nuovi componenti, concentrando lo sviluppo soprattutto su foil, flap, timone, vele, sistemi elettronici e di controllo.

Sugli AC75 a Napoli vedremo solo cinque velisti, e almeno uno di questi dovrà obbligatoriamente essere una donna. La velista e almeno altri due membri dell’ela nazionalità del team partecipante. AI cinque membri dell’equipaggio si aggiungerà una sesta persona, il cosiddetto “Guest Racer”: un ospite che prenderà parte alla regata senza avere alcun ruolo operativo. È una formula che recupera, in una veste aggiornata, l’esperienza del “diciottesimo uomo” adottata sulle barche dell’International America’s Cup Class.

La partecipazione di donne e giovani è un aspetto chiave del nuovo modello.

Scompariranno invece i cyclor, i velisti-ciclisti incaricati nel 2024 di produrre l’energia necessaria a regolare le vele e gli altri sistemi di bordo. Al loro posto sarà installato un sistema alimentato da batterie, che simulerà l’energia generata da quattro cyclor. Accanto agli AC75 resteranno gli AC40, le imbarcazioni più piccole utilizzate per le prime regate preliminari e per le competizioni dedicate ai giovani e alle donne. Nelle Preliminary Regatta disputate con gli AC40, i team potranno schierare due barche, purché una di queste sia formata da equipaggio misto giovani e donne.