Limitare lo zucchero nei primi anni di vita riduce il rischio di tumori e invecchiamento precoce

Limitare il consumo di zucchero nei primi mille giorni di vita potrebbe ridurre il rischio di tumori e rallentare l’invecchiamento, secondo uno studio su 64.761 partecipanti.

Un gruppo di ricercatori analizza l'impatto del consumo di zucchero nei primi anni di vita su salute e invecchiamento
Un gruppo di ricercatori analizza l’impatto del consumo di zucchero nei primi anni di vita su salute e invecchiamento

Limitare il consumo di zucchero nei primi mille giorni di vita potrebbe ridurre il rischio di alcuni tumori e rallentare l’invecchiamento biologico, secondo uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). L’analisi, condotta su 64.761 partecipanti alla UK Biobank, ha sfruttato come esperimento naturale la brusca fine del razionamento dello zucchero nel Regno Unito nel settembre 1953. I ricercatori hanno confrontato persone nate tra il 1951 e il 1956, analizzando come l’esposizione limitata a una fase precoce dello sviluppo potesse influenzare il rischio oncologico e l’età biologica molti anni dopo.

Un esperimento storico per capire l’impatto del consumo di zucchero

Il consumo eccessivo di zucchero è stato associato a diversi tumori attraverso meccanismi come l’insulino-resistenza, l’infiammazione cronica e la riprogrammazione metabolica. Tuttavia, era poco chiaro se l’esposizione allo zucchero nelle prime fasi della vita potesse influenzare causalmente il rischio oncologico molti decenni più tardi. Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno utilizzato una circostanza storica: il razionamento dello zucchero nel Regno Unito, che terminò improvvisamente nel settembre 1953. Questo ha creato una sorta di esperimento naturale, permettendo di osservare le conseguenze a lungo termine di una restrizione alimentare.

La fine del razionamento ha offerto un’opportunità unica per studiare l’effetto a lungo termine di una dieta limitata. I ricercatori hanno analizzato 64.761 partecipanti, confrontando persone che avevano trascorso una parte diversa dei primi mille giorni di vita sotto il regime di razionamento. I risultati hanno rivelato una relazione dipendente dalla durata dell’esposizione alle restrizioni.

Riduzione del rischio di tumori e invecchiamento biologico più lento

Le coorti i cui primi mille giorni ricadevano nel periodo di razionamento presentavano, decenni dopo, una minore incidenza di cinque tipi di tumore. La riduzione maggiore è stata osservata per il tumore del fegato e dei dotti biliari intraepatici, con un hazard ratio di 0,31, corrispondente a una riduzione relativa del 69%. Per il tumore della prostata, l’hazard ratio era 0,48, per il polmone 0,59, per il retto 0,60 e per la mammella 0,64. Rispetto ai gruppi di confronto, questi valori corrispondono rispettivamente a riduzioni relative del 52%, 41%, 40% e 36%. Inoltre, è stato rilevato un invecchiamento biologico più lento, equivalente a circa 2,2 anni in meno, grazie a telomeri leucocitari più lunghi.

La lunghezza dei telomeri indica un invecchiamento biologico ridotto, un effetto che persiste per decenni. Nei soggetti esposti alla restrizione dello zucchero è stato inoltre rilevato un livello inferiore di Granzyme B, un marker che indica una minore attivazione immunitaria cronica. Questi risultati suggeriscono che l’ambiente nutrizionale durante una finestra critica dello sviluppo può lasciare conseguenze che si protraggono per decenni, sia attraverso abitudini alimentari più sane, sia attraverso processi biologici legati all’invecchiamento e all’attivazione immunitaria. Lo studio si inserisce in una linea di ricerca che ha già collegato la restrizione dello zucchero nelle prime fasi della vita a una diminuzione del rischio di malattie cardiometaboliche. Il nuovo lavoro estende questa relazione ai tumori e propone possibili meccanismi attraverso i quali gli effetti della nutrizione precoce possono propagarsi nel corso della vita.