Bologna, in via Paolo Fabbri le canzoni di Guccini risuonano a tutto volume. Mazzi di fiori e biglietti per Francesco
In via Paolo Fabbri a Bologna, le canzoni di Guccini risuonano a tutto volume mentre i cittadini lasciano mazzi di fiori e biglietti in ricordo del cantautore.

Il 6 agosto 2026, in via Paolo Fabbri a Bologna, si respira un’atmosfera di profonda commozione. Le canzoni di Francesco Guccini risuonano a tutto volume, trasmesse da un furgone di un corriere, mentre i cittadini lasciano mazzi di fiori e biglietti davanti all’abitazione civico 43, la casa in cui il cantautore ha vissuto fino al 2012. La scomparsa del maestro, avvenuta all’età di 86 anni, ha scatenato un’ondata di ricordi e omaggi, con la città che si riempie di note e sentimenti.
Un ricordo che vive nella strada
La via Fabbri 43, nella zona Cirenaica di Bologna, è diventata un simbolo della vita e della carriera di Guccini. La strada, che ha visto nascere e crescere il poeta, è oggi il luogo in cui si riconoscono i suoi brani, ripetuti a volume elevato. «Se tutto mi uscisse, se aprissi del tutto i cancelli, farei con parole ghirlande da ornarti i capelli, ma madri e morali mi chiudono, ritorno a giocare da me: do un party, con gatti e poeti, qui all’alba in via Fabbri 43», recita l’ultimo verso della canzone che ha reso celebre la strada. I passanti, conosciuti e sconosciuti, si fermano a lasciare mazzi di fiori e biglietti, un gesto di affetto e riconoscimento.
La strada, con i suoi mazzi di fiori e i biglietti scritti a mano, diventa un luogo di condivisione e ricordo. «Ciao Francesco, con te va via la parte migliore della mia vita», legge Angela su un foglietto lasciato davanti al portone. La città, con la sua capacità di trasformare il dolore in un momento di connessione, celebra la vita e l’arte di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana.

La vicina che lo ricorda
Manuela Musiani, vicina di casa di Guccini, racconta ricordi di un uomo profondamente legato alla città. «Era molto affezionato a Bologna», dice. «Si faceva accompagnare qui ogni volta che c’erano le elezioni, dopo aver votato». Le serate in casa erano sempre animate da musica, racconti e conversazioni con altri artisti, come Gino Paoli. «Non ricordo il nome di una canzone, ma parlava di quell’italiana che venne arrestata negli Stati Uniti», racconta Musiani, ricordando un episodio che ha lasciato un segno profondo.
La strada, con i suoi mazzi di fiori e i biglietti scritti a mano, diventa un luogo di condivisione e ricordo. «Ciao Francesco, con te va via la parte migliore della mia vita», legge Angela su un foglietto lasciato davanti al portone. La città, con la sua capacità di trasformare il dolore in un momento di connessione, celebra la vita e l’arte di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana. La via Fabbri 43, dove Guccini ha vissuto fino al 2012, è oggi un simbolo di affetto e ricordo. La strada, con i suoi mazzi di fiori e i biglietti, rappresenta un momento di connessione tra la città e il passato, un omaggio a un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana.
