Spaccio in bosco a Como: due pusher marocchini condannati a 2 anni e 9 mesi
Due pusher marocchini arrestati in un’area boschiva a Como sono stati condannati a 2 anni e 9 mesi di reclusione e a un’ammenda di 12mila euro.

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Due cittadini marocchini sono stati condannati a 2 anni e 9 mesi di reclusione e a un’ammenda di 12mila euro per attività di spaccio in un’area boschiva del comasco. L’operazione, condotta dalla Polizia Provinciale di Como in collaborazione con le Polizie Locali di Fenegrò e della Bassa Piana Comasca, ha portato all’arresto dei due uomini lo scorso 12 novembre. La sentenza è stata emessa dal tribunale e conferma l’efficacia delle indagini e del presidio delle aree verdi, dove si registrano attività illecite legate al traffico di sostanze stupefacenti. La condanna rappresenta un risultato concreto dell’azione delle forze di polizia, ma anche un segnale di allerta per la persistenza del fenomeno.
Operazione fortuita tra Fenegrò e Cirimido
L’azione si è sviluppata in modo del tutto casuale: gli agenti erano impegnati in un sopralluogo per l’abbandono di rifiuti quando hanno incontrato i due spacciatori. Questi avevano utilizzato un bivacco come base logistica per l’attività di spaccio, nascosto tra i boschi. L’intervento ha portato al sequestro di 25 grammi di cocaina, 56 grammi di hashish, 40 grammi di eroina e oltre 1.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. Tra i beni sequestrati c’è anche un machete con lama di 36 centimetri, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.
La collaborazione tra le forze di polizia ha permesso di smantellare un’importante base logistica per il traffico di droga. Il comandante della Polizia Provinciale, Marco Testa, ha sottolineato come l’intervento abbia interrotto un canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti destinato al territorio. La sinergia tra le istituzioni è stata fondamentale per il successo dell’operazione. La sentenza rappresenta un risultato significativo, ma conferma che il fenomeno richiede un presidio costante.
Un fenomeno non isolato
Non si tratta di un episodio isolato: già nella scorsa primavera, durante un controllo ambientale a Colverde, è stato sequestrato un quintale di marijuana nascosto in un cumulo di rifiuti. L’attività di contrasto, però, non si ferma con questa condanna. Recentemente, un nuovo servizio congiunto della Polizia Provinciale e della Polizia Locale di Fenegrò e della Bassa Piana Comasca ha portato allo smantellamento di un ulteriore bivacco utilizzato dagli spacciatori.
La Provincia di Como ha espresso il proprio ringraziamento agli agenti impegnati quotidianamente sul territorio, riconoscendo la professionalità e il coraggio con cui svolgono il loro lavoro. La collaborazione tra le forze di polizia è un elemento chiave per il contrasto al traffico di droga in aree boschive. Il Presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca, ha dichiarato che il risultato dimostra come la sinergia tra le istituzioni possa produrre effetti concreti nella lotta allo spaccio. L’attività di contrasto non si ferma con questa condanna: recenti interventi hanno portato allo smantellamento di ulteriori bivacci utilizzati dagli spacciatori. Una terza persona coinvolta nel giro di spaccio era riuscita a sottrarsi all’arresto. I due uomini, detenuti in custodia cautelare fin dal momento dell’arresto, rimarranno in carcere fino all’espiazione della pena. Al termine della detenzione, il giudice ha inoltre disposto per entrambi l’espulsione dal territorio nazionale.
