Eutanasia non giustificata, veterinario indagato per nove animali soppressi

Un veterinario fiorentino indagato per eutanasia non necessaria di nove animali, tra cani e gatti, con costi di 100 euro a testa.

Veterinario indagato per eutanasia non giustificata di nove animali, tra cani e gatti, in una clinica fiorentina
Veterinario indagato per eutanasia non giustificata di nove animali, tra cani e gatti, in una clinica fiorentina

Un veterinario di 63 anni, titolare di una clinica nel fiorentino, è indagato per eutanasia non giustificata di nove animali, tra cani e gatti, con costi di circa 100 euro a testa. Le indagini, avviate dopo la morte sospetta di un cane a Ravenna, hanno portato a un processo che vede imputati il veterinario e la proprietaria dell’animale. Secondo l’impianto accusatorio, l’iniezione letale è avvenuta senza necessità e con metodi considerati crudeli. Il farmaco Tanax, utilizzato senza sedativo, avrebbe costretto gli animali a rimanere in stato di coscienza per cinque minuti, percependo il dolore della morte per soffocamento.

Procedura e costi non giustificati

Secondo le accuse, il veterinario avrebbe seguito un iter standard: i padroni portavano l’animale in clinica e l’uomo gli somministrava il medicinale letale. Dalle fatture rinvenute, il costo della prestazione si aggirava intorno ai 100 euro. Tuttavia, gli inquirenti non hanno trovato documentazione medica o cartelle cliniche in grado di certificare che gli animali fossero affetti da malattie gravi e incurabili. Per legge, tali condizioni devono sussistere per poter somministrare l’iniezione finale. La mancanza di tali prove ha portato a pesanti accuse di uccisione e maltrattamento di animali.

La morte sospetta di un cane ha dato inizio a un’indagine che ha portato a un processo, con conseguenze potenzialmente gravi per il veterinario e per chi lo ha seguito. Alcuni dei nomi degli animali soppressi includono Tosca, Chicca, Asia e Red. La scelta di affidare l’eutanasia a un professionista fiorentino rimane un mistero, ma gli inquirenti stanno cercando di rispondere a queste domande. Erano consapevoli del reale stato di salute dei loro animali o si sono fidati del veterinario?

Sanzioni e rischi per i responsabili

La soppressione illecita di cani sani o non giustificata da gravi malattie comporta pesanti sanzioni penali e la radiazione dall’albo professionale per il medico veterinario responsabile. Il maltrattamento di animali comporta la reclusione da sei mesi a due anni e una multa da 5mila a 30mila euro. Per chiunque cagioni la morte di un animale per crudeltà o senza necessità, la pena base è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 5mila a 30mila euro. Se il reato è aggravato da sevizie o sofferenze prolungate, la reclusione va da uno a quattro anni con multa da 10mila a 60mila euro.

Le indagini sono nelle fasi finali, ma rimane da chiarire il ruolo dei proprietari. La scelta di affidare l’eutanasia a un professionista fiorentino rimane un mistero. La morte sospetta di un cane ha dato inizio a un’indagine che ha portato a un processo, con conseguenze potenzialmente gravi per il veterinario e per chi lo ha seguito. La mancanza di prove che i cani fossero terminali o incurabili ha reso le accuse più gravi. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se i proprietari fossero consapevoli del reale stato di salute dei loro animali o si sono fidati del veterinario.