Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli: una scrittura a quattro mani che racconta l’Appennino

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli hanno scritto otto romanzi insieme, ispirati a storie reali e ambientati nell’Appennino.

Due scrittori bolognesi condividono un’amicizia e una collaborazione letteraria che ha dato vita a otto romanzi ambientati nell’Appennino
Due scrittori bolognesi condividono un’amicizia e una collaborazione letteraria che ha dato vita a otto romanzi ambientati nell’Appennino

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, due scrittori bolognesi, hanno costruito una collaborazione letteraria unica, ispirata a storie reali e ambientata nell’Appennino. La loro scrittura a quattro mani, iniziata quasi trent’anni fa, ha dato vita a otto romanzi, tra cui “Macaronì”, “Vola Golondrina” e altri che raccontano il passato e il presente di un’area geografica e culturale profondamente radicata. La loro amicizia, nata negli anni Sessanta, si è sviluppata attraverso un’interazione tra poesia e narrativa, con un’attenzione particolare alle storie di uomini e donne che hanno vissuto le sfide del Novecento.

La genesi di una scrittura a quattro mani

La collaborazione tra Guccini e Macchiavelli ha avuto origine da un racconto di Guccini su un prete di Pàvana, trovato morto nella gòra di un mulino negli anni Venti. Un episodio che, pur essendo stato chiuso come incidente, era noto a tutti nel paese come un omicidio. Questa storia, raccontata da Guccini durante una cena a Calderino di Monte San Pietro nel 1995, ha dato il via a un progetto letterario che univa la narrativa gialla e la ricerca storica. “Francesco mi disse che sarebbe stato felice di darmi tutte le informazioni che aveva trovato durante alcune ricerche – racconta Macchiavelli – perché io ne potessi scrivere un romanzo giallo”. L’idea di scrivere insieme è nata proprio in quel momento, con l’aiuto di Antonio Franchini, che ha lanciato l’idea di un romanzo a quattro mani.

Un’amicizia che ha dato vita a otto romanzi

La scrittura a quattro mani ha portato alla pubblicazione di otto romanzi, tra cui “Macaronì”, “Un disco dei Platters”, “Questo sangue che impasta la terra” e “Vola Golondrina”. I romanzi si sviluppano in due filoni principali: uno storico, con il maresciallo Benedetto Santovito, esiliato per la sua mancata reverenza al regime fascista, e uno contemporaneo, con la trilogia incentrata sulla guardia forestale Marco Gherardini, detto “Poiana”. La scrittura è caratterizzata da dialoghi ricchi di coloriture dialettali, che riflettono la realtà di un paese al confine tra l’Emilia e la Toscana, chiuso nelle valli del Reno e del Limentra. Un posto senza sole, come lo definiscono i due autori, è un ambiente selvaggio e povero, perfettamente restituito nella narrativa.

La collaborazione, sebbene abbia visto i due scrittori prendere strade artistiche diverse nel corso degli anni, ha mantenuto un legame profondo. “Negli anni, poi, prendemmo strade artistiche differenti, ma l’amicizia continuò”, ha ricordato Macchiavelli. L’ultimo romanzo scritto insieme, “Vola Golondrina”, pubblicato nel 2023, ha introdotto una giovane giornalista, Penelope Rocchi, detta Lope, in una storia che intreccia la guerra civile spagnola con gli anni Settanta. Abbiamo cambiato il finale tre volte, ha rivelato Guccini divertito. La collaborazione, idealmente chiusa con l’ultimo libro, rappresenta un’eredità letteraria che unisce passato e presente, storia e narrativa.

La scrittura a quattro mani tra Guccini e Macchiavelli è un esempio raro nella letteratura italiana, in cui due autori condividono un progetto creativo per decenni. La loro collaborazione ha dato vita a romanzi che raccontano non solo storie di delitti e misteri, ma anche di uomini e donne che hanno vissuto le sfide del Novecento. La loro scrittura, ricca di dialoghi e di atmosfere, ha reso visibile un’area geografica e culturale che, pur essendo lontana, è profondamente radicata nella memoria collettiva. La loro amicizia, nata negli anni Sessanta, ha visto crescere un’intera produzione letteraria, che oggi rappresenta un patrimonio culturale unico e inestimabile.