Hackers sfruttano vulnerabilità TrueConf per installare backdoor nei client

Hackers sfruttano vulnerabilità TrueConf per installare backdoor nei client, colpendo organizzazioni russe.

Hackers sfruttano vulnerabilità TrueConf per installare backdoor nei client, colpendo organizzazioni russe
Hackers sfruttano vulnerabilità TrueConf per installare backdoor nei client, colpendo organizzazioni russe

Il gruppo di hacktivisti Head Mare ha sfruttato vulnerabilità non patchate nei server di TrueConf per sostituire i pacchetti di installazione client con versioni maliziose che contengono backdoor. L’attacco, scoperto da Kaspersky a luglio, ha permesso agli hacker di accedere a dati sensibili, modificare il database di TrueConf e installare il backdoor PhantomCore. L’attacco ha colpito organizzazioni russe in diversi settori, tra cui energia, trasporti e IT. Kaspersky ha rilasciato patch per le vulnerabilità in versioni 5.3.9, 5.4.9 e 5.5.5, pubblicate il 18 giugno.

TrueConf, strumento di videoconferenza utilizzato in Russia

TrueConf è un software di videoconferenza utilizzato in Russia, soprattutto nel settore aziendale e governativo, come alternativa sicura a strumenti occidentali come Zoom e Microsoft Teams. La sua popolarità ha reso il sistema un bersaglio per attacchi informatici. Kaspersky ha rilevato che le vulnerabilità sfruttate dagli hacker permettevano l’esecuzione di script malevoli e l’accesso non autorizzato al sistema. L’attacco ha sfruttato porte TCP aperte e vulnerabilità interne, come KLCERT-26-057 e KLCERT-26-058, per ottenere accesso remoto e installare backdoor.

Backdoor PhantomCore e PhantomGraph

Il gruppo Head Mare ha utilizzato due backdoor principali: PhantomCore e PhantomGraph. Il primo è stato installato sostituendo il pacchetto di installazione client con una versione maliziosa, mentre il secondo è stato deployato attraverso due DLL che accettano comandi via Microsoft OneDrive. L’attacco ha incluso l’estrazione di credenziali tramite il processo LSASS e l’installazione di tunnel SSH inversi. Kaspersky ha segnalato che l’attacco è stato attribuito a attori cinesi, connessi al malware Havoc. Le vulnerabilità sfruttate riguardano le versioni precedenti a 5.3.9, 5.4.9 e 5.5.5 del server TrueConf. Kaspersky ha rilasciato patch per correggerle, ma molti sistemi non sono ancora aggiornati. L’attacco ha colpito organizzazioni in diversi settori, tra cui elettronica, trasporti e software. Kaspersky ha avvertito che anche le aziende non utilizzatrici del server TrueConf potrebbero essere colpite se i dipendenti si connettono a server compromessi.

Il whitepaper di Picus mostra come i test di simulazione di attacchi possano aiutare a rilevare minacce non rilevate dai sistemi di rilevamento. Kaspersky ha segnalato che il 54% degli attacchi riusciti non è stato rilevato dai sistemi di sicurezza, mentre solo il 14% ha generato allerta. L’importanza di testare ogni livello di sicurezza prima che gli attacchi possano danneggiare i sistemi è quindi cruciale. La situazione evidenzia la necessità di aggiornamenti regolari e di misure di sicurezza avanzate per proteggere i sistemi informatici.