L’influencer Rita De Crescenzo e la scimmietta sui social: un dibattito su come rappresentare gli animali selvatici
L’influencer Rita De Crescenzo mostra una scimmietta sui social, suscitando polemiche su come si rappresentano gli animali selvatici.

L’influencer Rita De Crescenzo ha suscitato indignazione e dibattito su alcuni video pubblicati sui social, in cui mostra una giovane scimmia. Il caso, avvenuto durante un soggiorno a Sharm el-Sheikh in Egitto, ha acceso un dibattito sul rapporto tra influencer, animali selvatici e contenuti realizzati per ottenere visualizzazioni. Le immagini, in cui l’animale è vestito e trattato come un animale da compagnia, hanno suscitato reazioni da parte di persone e associazioni impegnate nella tutela degli animali. Il tema non riguarda solo l’uso di animali selvatici per contenuti social, ma soprattutto le loro esigenze etologiche e le circostanze in cui sarebbero stati sottratti al loro ambiente naturale.
La scimmietta e le sue condizioni
La scimmia, molto giovane e lontana dalla madre, è stata mostrata in diversi video, tra cui quelli in cui viene tenuta in braccio, vestita con un piccolo abito rosa e alimentata con un biberon. In altre immagini, l’animale è visto mentre viene lavato all’interno di una camera d’albergo. Queste scene hanno suscitato numerose reazioni, soprattutto da parte di chi si occupa della protezione degli animali. Secondo quanto dichiarato dall’influencer attraverso TikTok, gli animali presi sarebbero addirittura due, anche se nei contenuti diventati virali ne compare principalmente uno. La separazione precoce può influire negativamente sul comportamento e sulle capacità sociali del primate. L’età dell’animale rappresenta uno degli aspetti che maggiormente preoccupano chi si occupa del benessere animale. Un primate così giovane, in condizioni naturali, dovrebbe trascorrere questa fase della propria esistenza insieme alla madre e agli altri membri del gruppo sociale. La privazione delle cure parentali può influire negativamente sul suo comportamento e sulle sue capacità sociali.
Un fenomeno più ampio: la rappresentazione degli animali sui social
Il caso della scimmietta mostrata sui social solleva un problema più ampio: un animale selvatico non diventa un animale domestico semplicemente perché viene vestito, nutrito con un biberon o tenuto tra le braccia di una persona. Tra le organizzazioni intervenute sulla vicenda c’è anche EARTH, associazione fondata nel 2011 e impegnata nella protezione dell’ambiente e dei diritti degli animali. La presidente Valentina Coppola ha richiamato l’attenzione non solo sulla situazione della giovane scimmia, ma anche su quella di altre specie che possono subire separazioni precoci dai genitori.
Mostrare una scimmia vestita e trattata come un animale da compagnia può contribuire a trasmettere l’idea che possedere un primate sia qualcosa di normale. La riflessione proposta dall’associazione riguarda il “doppio binario” dell’opinione pubblica: l’attenzione tende a concentrarsi su animali nei quali è più facile riconoscere comportamenti simili a quelli umani, mentre altre specie ricevono un’attenzione decisamente inferiore. L’enorme capacità dei social network di trasformare determinati comportamenti in modelli da imitare rende ancora più urgente la consapevolezza su come si rappresentano gli animali selvatici.
In Egitto nel 2026 sono state rafforzate le regole relative all’utilizzo degli animali nelle strutture turistiche. La Camera egiziana delle strutture turistiche e della ristorazione ha disposto il divieto di impiegare animali, domestici o selvatici, negli spettacoli e nelle attività di intrattenimento organizzate all’interno di hotel e strutture turistiche. La misura è stata adottata soprattutto per ragioni di sicurezza e prevede conseguenze legali e amministrative per le strutture che non rispettano le disposizioni.
