Puch Maxi a 5 cilindri: il ciclomotore più estremo mai realizzato
Un ciclomotore estremo con 5 cilindri, 350 cc e rumore superiore a un jet al decollo, realizzato da un preparatore tedesco.

Un progetto estremo nato da un’idea folle
Il Puch Maxi a 5 cilindri rappresenta uno dei ciclomotori più strani mai realizzati. NATO da un’idea del preparatore tedesco Uwe Oltmanns, il progetto prende un ciclomotore degli anni ’70 e lo trasforma in un mostro meccanico unico al mondo. Il risultato è un motore a 5 cilindri da 350 cc, con un livello di rumore che supera i 127 decibel, una soglia vicina a quella di un jet al decollo. Il motore non è solo rumoroso, ma è anche estremamente difficile da guidare, tanto che viene definito “inguidabile” da chi lo ha visto in funzione. Non nasce per essere razionale, pratica o veloce nel senso tradizionale del termine.
Un’architettura meccanica senza precedenti
La costruzione del Puch Maxi a 5 cilindri è un esempio di creatività estrema. Oltmanns ha recuperato quattro motori identici al Puch Maxi S del 1976 e li ha modificati per raggiungere una cilindrata complessiva di 350 cc. Ogni cilindro è stato modificato per arrivare a circa 70 cc, mentre la trasmissione è stata completamente ripensata. I tre motori inferiori sono collegati tramite un albero centrale, mentre gli altri due lavorano attraverso trasmissioni indipendenti a cinghia. Questa configurazione, pur tecnicamente sensata, è estremamente irrazionale per un ciclomotore nato per muoversi lentamente in città. Il livello di rumore supera infatti i 127 dB, una soglia vicina a quella di un jet al decollo.
Il motore non è solo rumoroso, ma è anche estremamente difficile da guidare, tanto che viene definito “inguidabile” da chi lo ha visto in funzione. Per spegnerlo, secondo il suo creatore, bisogna rimuovere manualmente tutte le candele. Questo perché il motore continua letteralmente a girare anche dopo aver interrotto l’alimentazione tradizionale. Il problema, però, non è solo meccanico. È anche fisico. Il livello di rumore supera infatti i 127 dB, una soglia vicina a quella di un jet al decollo. A questo si aggiunge il calore generato dai cinque cilindri due tempi, descritto come quasi insopportabile durante l’utilizzo.
La parte più incredibile del progetto è probabilmente il funzionamento stesso del motore. Avviare questo Puch Maxi non è semplice come girare una chiave o premere un pulsante. Il primo motore viene acceso facendo ruotare la ruota posteriore. Una volta entrato in temperatura, gli altri propulsori vengono attivati progressivamente intervenendo manualmente sulle frizioni. Una procedura quasi da prototipo sperimentale. E quando bisogna spegnerlo? Secondo quanto raccontato da chi lo ha visto in funzione, il sistema più efficace è rimuovere le cinque candele. Questo perché il motore continua letteralmente a girare anche dopo aver interrotto l’alimentazione tradizionale.
Se il motore sembra uscito da un esperimento industriale, il resto della moto non è da meno. Pur mantenendo il telaio originale del Puch Maxi, Oltmanns ha completamente rivoluzionato la ciclistica. Al posteriore troviamo infatti un forcellone derivato dall’Aprilia RS 125 R utilizzata da Ralf Waldmann nel Motomondiale del 1993. La sospensione lavora con un ammortizzatore da mountain bike nascosto e componenti lavorati CNC direttamente nell’officina del preparatore tedesco. Anche la forcella anteriore arriva dal mondo racing Aprilia ed è stata adattata tramite piastre di sterzo artigianali. Non manca nemmeno un impianto frenante specifico con dischi in acciaio e pinze ad alte prestazioni, mentre le ruote utilizzano componenti PVM in magnesio. Anche il design segue la stessa filosofia estrema. La carrozzeria è rifinita con aerografie personalizzate e dettagli completamente realizzati a mano. Persino il faro ha una storia particolare: sarebbe nato durante una notte passata in officina dopo una festa, progettato quasi per scherzo utilizzando macchine CNC.
Il Puch Maxi a 5 cilindri non è solo un esperimento meccanico, ma una dimostrazione di pura creatività. Non nasce per essere razionale, pratica o veloce nel senso tradizionale del termine. È una costruzione fuori da ogni schema, esistente solo perché qualcuno ha deciso che doveva esistere. E considerando che il suo creatore sta già lavorando a un nuovo progetto con motore V10 longitudinale, probabilmente questa follia non è nemmeno il capitolo finale.
