Sigfrido Ranucci: «Ho la coscienza a posto, andrei a cena anche con Riina»
Sigfrido Ranucci annuncia la possibile sospensione da Report, racconta inchieste e accuse, e confessa di non aver paura.

Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, noto per la sua passione per le inchieste e la sua immagine di “Superman”, ha tenuto un evento a Cerveteri il 26 agosto 2026, in cui ha parlato della sua carriera, delle accuse che lo hanno colpito e della sua determinazione a non fermarsi. L’evento, seguito da centinaia di appassionati, ha visto il pubblico affezionato e la presenza di forze dell’ordine per garantire la sicurezza. Ranucci ha evocato la possibile sospensione da Report e ha raccontato le sue vittorie, le inchieste che lo hanno reso famoso a livello internazionale e i suoi avversari, tra cui Maurizio Gasparri e Luciano Nobili.
Le inchieste che lo hanno reso famoso
Ranucci ha sottolineato come le sue inchieste, come quelle su Fallujah e su Flavio Tosi, lo hanno portato a momenti di debolezza, addirittura sul punto del suicidio. «Bombe al fosforo su Fallujah, momenti di debolezza che arrivano a portarmi sull’orlo del suicidio», ha detto, riferendosi a un episodio che ha segnato la sua carriera. L’inchiesta su Tosi, che lo accusava di aver costruito un dossier falso, è stata una prova dura, ma Ranucci ha ritenuto che le sue ricerche abbiano portato risultati significativi. «Quando sei obiettivo di qualcosa, rispondi con una inchiesta ancora più forte», ha detto, citando la teoria di Roberto Morrione, la cui figura è stata per lui una «stella polare». Queste parole, pronunciate con un tono di determinazione, hanno suscitato un forte appoggio da parte del pubblico, che ha applaudito e mostrato sostegno.
Le accuse e la sua difesa
Durante lo spettacolo, Ranucci ha affrontato le accuse recenti, tra cui il presunto #MeToo in Rai e l’audit sulla lettera anonima che denunciava episodi di bullismo sessuale e l’ipotetica pagatura di fonti. «L’audit è stato archiviato, ma le accuse senza corpo continuano», ha commentato, mostrando una certa frustrazione. Tuttavia, ha sottolineato che non si è mai arreso e che le sue inchieste sono sempre state basate su fatti verificabili.
Ranucci ha anche confidato a una signora che attendeva pazientemente il suo turno: «Potrebbero riuscire in quello che non hanno mai portato a casa». Queste parole, pronunciate con un tono di determinazione, hanno suscitato un forte appoggio da parte del pubblico, che ha applaudito e mostrato sostegno. «Io non sono puro, sono abituato a guardare le più grandi città dalle grate di un tombino. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei», ha detto Ranucci, con un tono ironico ma deciso. Queste parole, che mescolano ironia e determinazione, hanno confermato l’immagine di un uomo che non si arrende mai, anche di fronte alle accuse e alle pressioni esterne.
Il pubblico, composto da persone di ogni età, ha accolto con applausi e sostegno il conduttore, che ha continuato a raccontare episodi personali e professionali, dimostrando una forte connessione con il suo pubblico. L’evento, che si è svolto in un ambiente tranquillo ma affollato, ha visto la partecipazione di forze dell’ordine per garantire la sicurezza, un dettaglio che ha sottolineato l’importanza del momento.
Ranucci ha anche menzionato un episodio con la sua producer svizzera Karoline, con cui ha condiviso momenti di tenerezza. «Gli orgasmi in pochi minuti» è stato uno dei temi più discusosi, ma Ranucci ha spiegato che si tratta di un episodio che ha raccontato in un momento di confidenza. Ha anche menzionato una stagista che, secondo lui, sarebbe finita investita da un’auto, un episodio che ha raccontato in un passaggio del suo libro, «romanzato» come ha spiegato lui stesso. Concludendo, Ranucci ha espresso la sua determinazione a proseguire la sua carriera, nonostante le accuse e le pressioni. «Ho la coscienza a posto, andrei a cena anche con Riina», ha detto, un’affermazione che ha suscitato un forte appoggio da parte del pubblico e ha confermato l’immagine di un uomo che non si arrende mai.
