Familiari delle vittime di femminicidi in piazza a Roma per giustizia e cambiamento
Familiari delle vittime di femminicidi si riuniscono a Roma per chiedere giustizia e riforme. Manifestazione “Lacrime Furenti” in piazza Santi Apostoli.
Oggi a Roma, in piazza Santi Apostoli, si è tenuta una manifestazione di forte impatto emotivo e sociale, promossa da familiari delle vittime di femminicidi e di altre forme di violenza. L’evento, intitolato “Lacrime Furenti”, ha visto la partecipazione di centinaia di persone, tra cui genitori, fratelli e parenti di donne e uomini uccisi o vittime di abusi, che hanno espresso la loro rabbia e la loro richiesta di giustizia. La manifestazione è stata organizzata da associazioni come You are not alone Odv (Y.A.N.A.) e Pamela Mastropietro Odv, con il supporto di altre realtà associative e del settimanale Giallo.
Un appello per una tutela comune
Le famiglie presenti hanno portato con sé le foto dei loro cari, esposte in bella vista, per dare voce a chi non è più qui. “Alle istituzioni chiediamo una collaborazione con noi per una tutela comune”, ha sottolineato Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la 18enne romana violentata e uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018. “C’è bisogno di tante cose, di tutela per le vittime e per i familiari, maggiore attenzione per le vittime.” Oleksandr Malaiko, padre di Yana Malaiko, assassinata il 20 gennaio 2023, ha espresso la sua speranza: “Io sono qui con la speranza che questa manifestazione alzi un’onda nazionale che porti a un cambiamento.”
Storie diverse, dolore condiviso
La manifestazione ha visto la partecipazione di famiglie che hanno vissuto tragedie diverse, ma legate da un’unica motivazione: la ricerca di verità e giustizia. Tra i presenti c’è anche Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, morta nel maggio 2018 in un incidente in moto in via Ostiense. “Serve più cura per le famiglie delle vittime che hanno già subito un trauma e non devono essere ulteriormente traumatizzate da un sistema che non funziona.” Altre famiglie, come quelle di Lorenzo e Massimo Alessio Melluso, hanno espresso la loro non arrendevolezza: “Un figlio non si archivia”, ha sottolineato Elisabetta Casini, madre di Lorenzo, che non ha mai creduto al suicidio del figlio.
La manifestazione ha anche visto la partecipazione di famiglie di vittime di scomparsa o incidenti, come quella di Alessandro Venturelli, scomparso da oltre 5 anni, e di Emanuela, la cittadina vaticana sparita nel nulla il 22 giugno 1983. L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare istituzioni e società civile, chiedere prevenzione concreta e promuovere riforme in ambito scolastico, legale e sociale. Una delegazione delle associazioni ha consegnato un documento con proposte di integrazioni legislative e misure concrete, tra cui pene proporzionate alla gravità del fatto e certezza della pena.
La manifestazione “Lacrime Furenti” rappresenta un momento di forte impatto, non solo per la sua emotività, ma anche per l’impegno delle famiglie a chiedere un cambiamento concreto. La loro voce, esposta in piazza, è un appello a un sistema che non si volti dall’altra parte e che offra solidarietà a tutte le vittime, indistintamente dal loro genere o dal loro ruolo nella società.
