Bonifiche Ferraresi espande il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiera cerealicola
Bonifiche Ferraresi punta a estendere il modello agricolo in Mauritania per sviluppare filiera cerealicola e infrastrutture.
La Bonifiche Ferraresi (Bf), gruppo agroindustriale italiano, ha iniziato a sviluppare un progetto agricolo in Mauritania, nell’ambito del Piano Mattei, con l’obiettivo di estendere il proprio modello di aziende agricole in Africa. Il progetto, che si concentrerà su colture come grano, riso e prodotti orticoli, si svolgerà nella regione sud-occidentale di Brakna e potrebbe interessare una superficie compresa tra 10 e 20 mila ettari. L’operazione, in corso di definizione, si inserisce in una dinamica di collaborazione tra Italia e Africa, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare e le infrastrutture agricole del Paese. La Mauritania, che ha aderito al Piano Mattei nel gennaio 2025, cerca di sviluppare una filiera cerealicola nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Un modello integrato di agricoltura e formazione
Il progetto di Bf in Mauritania si basa su un modello che combina tecnologie, irrigazione, meccanizzazione e formazione degli agricoltori. L’azienda ha già sviluppato simili iniziative in Algeria, Ghana e Costa d’Avorio, dove ha firmato accordi per investimenti che vanno da 90 a 134 milioni di euro. In Algeria, ad esempio, Bf ha avviato un progetto di 36 mila ettari a Timimoun, con la produzione di grano e leguminose, e in Ghana ha iniziato la costruzione di una tenuta agricola di 5 mila ettari. In Mauritania, il gruppo potrebbe farsi carico di una parte del finanziamento, mentre il contributo del Paese beneficerà del sostegno della cooperazione italiana.
La collaborazione con Sonader e la produzione di sementi
Il progetto in Mauritania sarà sviluppato in collaborazione con la Société nationale de développement rural (Sonader), agenzia governativa per lo sviluppo rurale. L’obiettivo è la messa a coltura di una superficie tra 10 e 20 mila ettari, con l’obiettivo di rafforzare le capacità di irrigazione e di produrre colture come grano, riso e prodotti orticoli. Inoltre, il programma prevede la produzione di sementi, un settore in cui la Mauritania ha già iniziato a investire grazie a collaborazioni con enti come il Centro arabo per gli studi sulle zone aride e le terre secche (Acsad). Nel 2023, il ministero mauritano dell’Agricoltura ha avviato un partenariato pubblico-privato per sviluppare la produzione locale di sementi di grano, con un primo risultato positivo nel marzo 2024.
La collaborazione tra Bf e la Mauritania potrebbe rappresentare un banco di prova per il modello di cooperazione agricola che l’Italia sta cercando di sviluppare in Africa. L’espansione del gruppo italiano in Africa, che include anche progetti in Senegal e Repubblica del Congo, risponde alla strategia italiana di coinvolgere il settore privato nell’ambito del Piano Mattei. L’Italia ha messo in campo diversi strumenti per facilitare gli investimenti, tra cui il «Plafond Africa» di Cassa depositi e prestiti (Cdp) e la «Misura Africa», gestita da Simest, che dispone di 200 milioni di euro di finanziamenti agevolati.
Un’opportunità per la Mauritania e per l’Italia
Per la Mauritania, il progetto potrebbe rappresentare un’opportunità per accelerare lo sviluppo della filiera cerealicola, un settore in cui il Paese è tra i principali importatori dell’Africa occidentale. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni e creare una produzione nazionale sostenibile. Per l’Italia, invece, il progetto è un ulteriore passo nella sua strategia di rafforzare la presenza economica in Africa, con un focus su investimenti produttivi e formazione. La Bonifiche Ferraresi, con il suo modello integrato di agricoltura, potrebbe diventare un esempio di cooperazione tra Italia e Africa, in grado di generare posti di lavoro, trasferire tecnologie e migliorare la sicurezza alimentare.
