Saman Abbas, i cugini impugnano in Cassazione la condanna all’ergastolo

I cugini di Saman Abbas depositano ricorsi in Cassazione contro condanna all’ergastolo per omicidio e soppressione di cadavere

Saman Abbas, i cugini impugnano in Cassazione la condanna all’ergastolo
Saman Abbas, i cugini impugnano in Cassazione la condanna all’ergastolo

Saman Abbas, diciottenne di Novellara assassinata e sepolta il primo maggio 2021 nelle campagne vicino casa, ha visto i cugini Ikram Ijaz e Noman Ul Haq depositare ricorsi in Cassazione contro la condanna all’ergastolo emessa in secondo grado. L’omicidio, motivato dal rifiuto del matrimonio combinato e dall’affetto per un altro ragazzo, ha scatenato una reazione familiare che ha portato a condanne severe per diversi parenti. I cugini, inizialmente assolti in primo grado, sono stati riconosciuti responsabili di omicidio e soppressione di cadavere con aggravanti di premeditazione e motivi abietti, con la pena stabilita a ergastolo. I ricorsi, presentati dalle difese degli avvocati Mariagrazia Petrelli e Luigi Scarcella, contestano la sentenza di secondo grado, ritenuta fondata su una lettura selettiva del caso e pregiudizi preesistenti.

La famiglia e le aggravanti della premeditazione

La Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Domenico Pasquale Stigliano, ha riformato il verdetto di primo grado, ritenendo sussistenti le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti. I genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen sono stati condannati all’ergastolo per omicidio e soppressione di cadavere, con la pena aggravata per la premeditazione. Lo zio Danish Hasnain, che ha trovato il corpo della ragazza in una fossa un anno e mezzo dopo l’omicidio, ha visto la sua pena aumentata da 14 a 22 anni. In primo grado, lo zio aveva beneficiato di un sconto per la richiesta di rito abbreviato, ma questa attenuante è stata rimosso in secondo grado.

Le difese contestano la sentenza di secondo grado

Nelle 288 pagine presentate dalle difese dei cugini, si legge che la sentenza impugnata non si basa su una valutazione imparziale del compendio probatorio, ma su una lettura selettiva e confermativa. Gli avvocati Scarcella e Petrelli sostengono che la sentenza non è una verifica, ma una dimostrazione a posteriori della tesi assunta fin dall’inizio. I ricorsi presentano otto motivi, tra cui la contestazione dell’aggravante della premeditazione e la partecipazione dei cugini nell’omicidio. I cugini, che in primo grado erano stati assolti, ora vengono riconosciuti responsabili per aver contribuito all’uccisione della ragazza.

Le difese dei genitori e dello zio hanno già depositato ricorsi alla Corte suprema, con gli avvocati Sheila Foti e Simone Servillo per i genitori, e Liborio Cataliotti per lo zio. La famiglia, che ha visto la sua dinamica familiare distrutta dall’omicidio, continua a cercare giustizia attraverso i ricorsi in Cassazione. La sentenza di secondo grado, che ha confermato le condanne severe, è ora al centro di un dibattito legale che potrebbe portare a un nuovo esame delle responsabilità e delle aggravanti nell’omicidio di Saman Abbas.

La famiglia di Saman Abbas continua a seguire i procedimenti legali con l’ausilio degli avvocati.

La sentenza di secondo grado, depositata in aprile, ha riformato il verdetto di primo grado, aumentando le condanne e riconoscendo le aggravanti. I ricorsi presentati in Cassazione potrebbero portare a un nuovo esame delle prove e delle motivazioni dell’omicidio. La famiglia di Saman Abbas, che ha visto la sua vita interrotta da un atto di violenza estremo, continua a seguire i procedimenti legali con l’ausilio degli avvocati. La sentenza di secondo grado, che ha riconosciuto la premeditazione e i motivi abietti, ha portato a condanne di ergastolo per diversi parenti. I cugini, che inizialmente erano stati assolti, ora vengono riconosciuti responsabili per aver partecipato all’omicidio.

La famiglia, che ha cercato di proteggere la ragazza attraverso il matrimonio combinato, ha visto il suo tentativo fallire.

La sentenza di secondo grado, che ha riconosciuto la premeditazione e i motivi abietti, ha portato a condanne di ergastolo per diversi parenti. I cugini, che inizialmente erano stati assolti, ora vengono riconosciuti responsabili per aver partecipato all’omicidio. La famiglia, che ha cercato di proteggere la ragazza attraverso il matrimonio combinato, ha visto il suo tentativo fallire, portando a una tragedia che ha scosso la comunità locale.