Nuove indagini su Elisa Claps e complicità istituzionali
Nuove indagini su Elisa Claps e complicità istituzionali, dopo 33 anni dalla sua scomparsa.

Elisa Claps, la studentessa scomparsa nel 1993, ha visto riaperte nuove indagini su presunte complicità e silenzi di Chiesa e istituzioni, dopo quasi 33 anni dalla sua scomparsa. La Procura di Potenza ha avviato un’indagine per comprendere se Danilo Restivo, l’uomo condannato per il suo omicidio, abbia ricevuto aiuto per occultare il corpo per molto tempo. Il fratello della vittima, Gildo Claps, ha rivelato che da due anni la Procura ha riaperto con coraggio le indagini, cercando di chiarire eventuali complicità e silenzi che potrebbero aver ostacolato la giustizia.
La Procura di Potenza indaga su complicità e silenzi. La Procura di Potenza sta cercando di capire se Danilo Restivo abbia beneficiato di complicità istituzionali o di silenzi della Chiesa fino al ritrovamento del corpo nel 2010. A rivelarlo è Gildo Claps, il fratello della vittima, che ha sottolineato come l’indagine sia iniziata due anni fa e abbia coinvolto la riapertura del caso dopo anni di silenzio.
Un caso lungo 17 anni
Elisa Claps sparì nel nulla il 12 settembre del 1993, ma il 17 marzo 2010 il suo corpo fu ritrovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Questo ritrovamento accelerò le indagini, portando alla condanna di Danilo Restivo, che nel frattempo si era trasferito in Inghilterra e aveva commesso un altro omicidio. Restivo sconta 40 anni di carcere per il delitto di Heather Barnett, mentre per il delitto di Elisa è stato condannato a 30 anni. Tuttavia, non si è mai chiarito se abbia goduto di complicità nell’occultarne il corpo o se qualcuno abbia visto il cadavere senza denunciarlo.
La famiglia chiede responsabilità e verità. La famiglia di Elisa Claps, in particolare Gildo Claps e la madre Filomena Iemma, ha espresso la sua preoccupazione per eventuali complicità istituzionali e silenzi della Chiesa. Gildo ha sottolineato che l’indagine è difficile e complessa, ma che la famiglia è ottimista. «Credo che sia un bel segnale anche per le tante famiglie i cui casi sono ormai sepolti: non disperate mai», ha detto.
Un programma che ha seguito la famiglia
La vicenda è stata al centro di un programma televisivo, che ha dedicato molto spazio alla storia di Elisa Claps. L’ultima puntata è stata l’ultima in assoluto, con la conduzione di Federica Sciarelli, che ha lasciato la conduzione dopo 22 anni. Filomena Iemma ha rivolto un messaggio di gratitudine a Sciarelli, ringraziandola per il sostegno dato alla famiglia. «Tu che hai attraversato il mondo intero, che hai spaccato le montagne. Faccio un augurio anticipato a chi verrà dopo di te», ha detto.
Le indagini su Elisa Claps rappresentano un caso emblematico di un caso che ha segnato la vita di una famiglia per oltre 30 anni. Mentre la giustizia cerca di chiarire eventuali complicità e silenzi, la famiglia continua a sperare in una verità completa e in una giustizia che non si fermi mai. La Procura di Potenza, con il suo impegno, potrebbe aprire nuove porte per una causa che ha visto la luce dopo decenni di oscurità.
—
La famiglia chiede danni alla Curia. La famiglia di Elisa Claps ha anche chiesto i danni alla Curia, accusando il vescovo di Potenza di responsabilità. Gildo Claps ha sottolineato che la famiglia non si arrende e continua a sperare in una verità completa. «Non disperate mai», ha detto, rafforzando l’impegno della famiglia per la giustizia.
La Procura di Potenza, con il suo impegno, potrebbe aprire nuove porte per una causa che ha visto la luce dopo decenni di oscurità. La famiglia di Elisa Claps, con la sua determinazione, continua a sperare in una verità completa e in una giustizia che non si fermi mai.
—
