La rete stradale romana aveva una centralità maggiore a Costantinopoli che a Roma
Nuovo studio rivela che la rete stradale dell’Impero romano aveva una centralità maggiore a Costantinopoli che a Roma.
Il proverbio “tutte le strade portano a Roma” non si riferiva a una descrizione geografica precisa dell’Impero romano. Un nuovo studio ha rivelato che la rete stradale dell’Impero aveva una centralità maggiore a Costantinopoli che a Roma. L’analisi di quasi 300mila chilometri di strade romane ha mostrato che le rotte più strategiche attraversavano città come Bisanzio, Antiochia e Ancyra, non la capitale. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, ha utilizzato un atlante digitale per ricostruire la rete viaria romana e ha dimostrato che Roma non era il principale crocevia degli spostamenti terrestri.
La geografia e la centralità delle rotte
La rete stradale romana, lunga quasi 300mila chilometri, era progettata per collegare territori vasti e diversi. Tuttavia, la centralità calcolata dai ricercatori indica che alcune strade occupavano una posizione strategica nei percorsi teoricamente più rapidi. La città di Bisanzio, divenuta poi Costantinopoli, si trovava nel punto in cui Europa e Asia quasi si toccavano, e i traghetti che attraversavano il Bosforo permettevano di congiungere le due parti della rete. Questo ha reso la città un punto di intersezione cruciale per gli spostamenti terrestri su scala imperiale.
Non era necessariamente il suo principale incrocio stradale. La centralità calcolata dai ricercatori indica infatti quali strade occupavano una posizione strategica nei percorsi teoricamente più rapidi. Non ci dice con certezza quante persone o quante merci le attraversassero ogni giorno. La rete, pur estesa e complessa, non era centrata su Roma, ma su altre città che avevano una posizione geografica privilegiata.
Limiti del modello e importanza delle rotte marittime
Lo studio non tiene conto delle rotte marittime, che sono decisive per comprendere il vero peso della città. Gli autori avvertono che, aggiungendo al modello le rotte marine e i fiumi navigabili, la centralità di Roma, dell’Italia e dei grandi porti mediterranei aumenterebbe sensibilmente. Roma, infatti, sorgeva al centro del Mediterraneo e era collegata attraverso il Tevere al porto di Ostia, uno dei principali punti di approvvigionamento della capitale. Nonostante la rete stradale romana fosse estesa e complessa, solo il 2,7 per cento dei percorsi è localizzato con elevata precisione. Per gran parte delle altre strade è documentato l’utilizzo durante il periodo romano, ma il loro andamento esatto è stato ricostruito con un margine maggiore d’incertezza. La disponibilità dei dati cambia inoltre da una regione all’altra, anche perché alcuni territori sono stati studiati più intensamente di altri.
La ricerca ha sottolineato che la centralità calcolata indica quali strade occupavano una posizione strategica nei percorsi teoricamente più rapidi. Non ci dice con certezza quante persone o quante merci le attraversassero ogni giorno. Il lavoro, pur limitato, ha rivelato una rete complessa e policentrica, condizionata dalla geografia e capace di attribuire un ruolo decisivo alle capitali provinciali. La rete stradale romana non era centrata su Roma, ma su altre città che avevano una posizione geografica privilegiata. Questo ha ridimensionato il ruolo simbolico del proverbio “tutte le strade portano a Roma”, che non si riferiva a una descrizione geografica precisa, ma a una metafora di un sistema complesso e diversificato.
