Il settore dei concessionari perde la sua mina d’oro con l’auto elettrica, i centri indipendenti si fregano le mani
L’industria automobilistica si trasforma: i concessionari perdono la posizione di vantaggio con l’auto elettrica, mentre i centri indipendenti si fregano le mani.
Il settore dei concessionari sta perdendo la sua posizione di vantaggio con l’espansione dell’auto elettrica, mentre i centri autorizzati si fregano le mani. Per anni, l’industria automobilistica ha funzionato su una formula che ha reso i centri di assistenza il cuore del business: la vendita di auto nuove ha generato margini modesti, ma il vero guadagno arrivava dal servizio post-vendita. Ora, con l’arrivo dell’elettrico, questa formula si sta sgretolando. I concessionari, che hanno sempre sfruttato la manutenzione per generare ricavi, si trovano a fronteggiare un mercato in cui i costi di assistenza sono drasticamente ridotti, e i clienti si fermano a casa per risparmiare.
La manutenzione elettrica riduce i ricavi dei concessionari
La transizione all’elettrico sta riducendo in modo significativo i ricavi derivanti dal servizio post-vendita. Secondo dati di consultorie come Deloitte e McKinsey, un’auto elettrica genera tra il 40% e il 60% meno di ricavi di manutenzione rispetto a un’auto a combustione. In Norvegia, dove il 96% dei veicoli è elettrico, i centri di assistenza hanno visto calare del 50% le ore di lavoro e del 35% i ricavi. Anche in Spagna, il settore dei concessionari si prepara a un calo simile, con un risparmio tra il 42% e il 75% per i clienti. Questo significa che, per i concessionari, il modello di business si sta trasformando radicalmente.
La manutenzione di un’auto elettrica non è priva di costi, ma i concessionari non riescono a compensare i guadagni del passato. Mentre i clienti si fermano a casa per risparmiare, i concessionari si trovano a dover affrontare un calo di ricavi che non si può ignorare. Inoltre, il mercato è in rapida evoluzione, e le aziende cinesi come BYD, MG e Chery stanno mettendo in difficoltà i concessionari tradizionali.
Le strategie difensive dei concessionari
Per fronteggiare questa crisi, alcuni concessionari hanno adottato strategie difensive che, per il cliente, risultano spesso irritanti. Tariffe per ora elevate, riparazioni di componenti semplici fatturate come interventi complessi, e pacchetti di manutenzione con nomi confusi che nascondono un costo elevato, sono solo alcuni esempi. In alcuni casi, i concessionari hanno anche cercato di aumentare i prezzi per le riparazioni, senza offrire un servizio realmente diverso. Alcuni produttori, come Toyota, Kia e Mazda, hanno iniziato a offrire programmi di fidelizzazione per incentivare i clienti a mantenere il loro veicolo presso i centri ufficiali. Tuttavia, i clienti si stanno spostando verso i centri indipendenti, che offrono servizi più economici e accessibili. Inoltre, la manutenzione di batterie e componenti elettrici richiede competenze specifiche, e i centri indipendenti stanno investendo in formazione per acquisire queste competenze.
Nonostante queste strategie, i clienti si stanno orientando verso soluzioni più economiche, e i centri indipendenti stanno sfruttando questa situazione per espandere i loro servizi. In Spagna, il Real Decreto 281/2021 regola un corso di specializzazione per tecnici che desiderano lavorare con veicoli elettrici, con un modulo specifico di sicurezza in alta tensione. Questo crea opportunità per i centri indipendenti, che si stanno posizionando come alternativa ai concessionari.
