La procura di Potenza riapre le indagini su Elisa Claps dopo 17 anni

La procura di Potenza ha riaperto le indagini su Elisa Claps, scomparsa nel 1993. Il fratello: impossibile che nessuno abbia visto il corpo per 17 anni.

La procura di Potenza riapre le indagini su Elisa Claps dopo 17 anni
La procura di Potenza riapre le indagini su Elisa Claps dopo 17 anni

Il fratello di Elisa Claps, Gildo Claps, ha annunciato che la Procura di Potenza ha riaperto le indagini sul ritrovamento del corpo della ragazza scomparsa nel 1993. L’annuncio è arrivato durante una diretta su “Chi l’ha visto?” e ha suscitato un forte interesse per la famiglia e per la comunità. Elisa, 16 anni, scomparve il 12 settembre 1993, e i suoi resti furono trovati nel sottotetto di una chiesa nel 2010. La Procura ha deciso di riconsiderare non solo le circostanze del ritrovamento, ma anche le complicità che potrebbero aver contribuito all’omicidio. Gildo Claps ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando che è un passo coraggioso e significativo.

Un passo coraggioso per riscrivere la verità

«La Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità che riguardano l’omicidio di Elisa Claps», ha detto Gildo Claps. L’annuncio ha suscitato emozioni e speranza, soprattutto per la famiglia. Impossibile che per 17 anni nessuno abbia visto, ha sottolineato il fratello, riferendosi al fatto che il corpo di Elisa è rimasto inutilizzato per un periodo così lungo senza che nessuno ne parlasse. L’indagine, che si svolge da mesi, include accertamenti tecnici e l’analisi di dichiarazioni fatte in pubblico all’alba del ritrovamento e nei mesi successivi.

Un caso che ha scosso la comunità

Elisa Claps fu scomparsa nel 1993, e le indagini furono trasferite nel 1999 a Salerno, dove si concentrarono su magistrati in servizio in Basilicata. Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia di Potenza, Gennaro Cappiello, hanno indirettamente coinvolto il pubblico ministero Felicia Genovese, che aveva guidato le indagini dalle ore successive alla scomparsa. Danilo Restivo, il principale sospettato, fu condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elisa. Successivamente, si trasferì in Gran Bretagna, dove nel 2002 uccise la vicina Heather Barnett, per cui sta scontando una pena di almeno 40 anni.

«E’ un’indagine difficile, complessa, però siamo ottimisti», ha aggiunto Gildo Claps, che ha espresso fiducia nella Procura potentina. La famiglia ha anche sottolineato che l’azione della Procura potrebbe essere un segnale positivo per altre famiglie che hanno perso un caro senza trovare risposte. Non disperate mai, ha concluso Gildo, rafforzando l’impegno della famiglia a cercare la verità.

La riapertura delle indagini rappresenta un passo importante per chiarire i dettagli del caso e per rivedere eventuali complicità. Mentre si procede con accertamenti tecnici, si considerano anche dichiarazioni pubbliche fatte nei mesi successivi al ritrovamento. L’obiettivo è riscrivere la verità giudiziaria su chi abbia coperto Danilo Restivo e manipolato la verità sul ritrovamento del corpo di Elisa Claps.

La Procura di Potenza ha anche sottolineato che l’indagine non si limita al ritrovamento del corpo, ma include anche l’analisi delle complicità che potrebbero aver contribuito all’omicidio. Gildo Claps ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, ritenendola un segnale di coraggio e di volontà di riscrivere la verità. La famiglia, insieme a Filomena Iemma, madre di Elisa, ha espresso fiducia nella Procura e nella sua capacità di portare alla luce eventuali verità nascoste.