Confronto a Enna sul bullismo e il ruolo dello sport nella crescita giovanile

Confronto a Enna sul bullismo e il ruolo dello sport nella crescita giovanile, organizzato dal Panathlon Club.

Il 28 settembre 2026, a Enna, si è tenuta una conferenza organizzata dal Panathlon Club sul tema del bullismo e del ruolo dello sport nella crescita e nell’educazione dei giovani. L’iniziativa, inserita nel programma della Settimana Europea dello Sport 2026, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine, della scuola, della sanità e del mondo sportivo, insieme a dirigenti, tecnici, giovani atleti e soci del Panathlon. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione a più voci sul fenomeno del bullismo e sul potere trasformativo dello sport nella formazione dei giovani.

Un dibattito tra istituzioni e mondo dello sport

La conferenza, ospitata nella Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte, ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti di diversi settori. Il Dott. Giacomo Roberto Palma, Dirigente della Sezione Anticrimine della Questura di Enna, ha affrontato il fenomeno del bullismo sotto il profilo della prevenzione e dell’attività delle Forze dell’Ordine. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della scuola, della sanità e delle realtà educative e sportive, con interventi di figure come il Gen. Antonino Restuccia, per l’Arma dei Carabinieri, e la Dott.ssa Maria Angela Cannarozzo, del Servizio Dipendenze Patologiche dell’ASP di Enna.

Accanto agli interventi istituzionali, il dibattito ha visto un significativo contributo da parte del mondo dello sport. Riccardo Caccamo, per la UISP, ha sottolineato l’importanza degli impianti sportivi e la loro fruibilità da parte dei giovani come mezzo per evitare distrazioni legate ai social. Lo sport può diventare un luogo privilegiato per imparare il rispetto delle regole e dell’altro, la capacità di confrontarsi, l’inclusione e il valore della squadra.

La collaborazione tra famiglia, scuola e istituzioni

Il confronto ha messo in evidenza come il contrasto al bullismo non possa essere affidato a un solo soggetto, ma richieda la collaborazione tra famiglia, scuola, istituzioni, Forze dell’Ordine, associazioni sportive, tecnici e allenatori. Luigi Di Dio di ASD Enna 2000 ha posto l’accento sull’importanza dei Centri per lo Sport e sulle attività che essi svolgono come luoghi di aggregazione, socializzazione e formazione. Per il CSI, Salvino Bombara ha richiamato l’attenzione sulla figura dei coach e degli allenatori, sottolineando come il loro ruolo non possa limitarsi all’aspetto tecnico, ma debba comprendere anche una funzione educativa.

La conferenza ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il Viceprefetto Vicario della Prefettura di Enna, a testimonianza dell’attenzione istituzionale riservata al tema. A moderare i lavori è stata la giornalista Pierelisa Rizzo, che ha accompagnato il confronto tra i diversi ambiti professionali e le esperienze portate all’attenzione del pubblico. Nel corso dell’iniziativa sono stati consegnati riconoscimenti ai rappresentanti delle istituzioni, ai relatori e a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro. A conclusione dei lavori, il Presidente del Panathlon Club Enna, Lucio Bonasera, ha affidato il significato della giornata a una frase che ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa: “Lo sport non cambia il mondo da solo. Ma cambia le persone. E persone migliori possono cambiare il mondo.”

La conferenza si inserisce nel percorso di attività del Panathlon Club Enna, nel suo 61° anno di vita, volto alla promozione della cultura e dell’etica sportiva e alla valorizzazione della funzione educativa e sociale dello sport, nel segno del motto del Club: “Ludis Iungit”. L’evento rappresenta un ulteriore passo nella promozione di una società più inclusiva e responsabile, attraverso l’educazione e la pratica sportiva.