Imola si prepara a chiudere il Mondiale 2026
La Formula 1 si avvicina a una decisione su Imola come ultima gara del 2026, con indizi forti e logistica a favore.
La Formula 1 si avvicina a una decisione cruciale: Imola potrebbe chiudere il Mondiale 2026. Nonostante l’ufficialità del calendario che prevede l’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi, la situazione in Medio Oriente rimane incerta, e i segnali si stanno accumulando a favore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. La scelta non è solo una questione di logistica, ma anche di economia e di interesse per il pubblico italiano. La strada, per ora, sembra portare a Imola.
Indizi e logistica a favore
La decisione sulle ultime due gare è slittata a metà ottobre, e la Formula 1 ha già iniziato a pagare le spese per l’allestimento dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Gli alberghi della zona hanno bloccato le prenotazioni per il primo weekend di dicembre, mentre le tribune provvisorie e l’ospitalità per le squadre sono state autorizzate. I costi restano a carico della F1, anche se la gara non dovesse svolgersi. Questo indica una scelta concreta, non solo un’ipotesi. Il Corriere dello Sport aveva già segnalato, il 9 settembre, che la gara era di fatto assegnata a Imola, con il nome ufficiale di Gran Premio dell’Emilia-Romagna e del Made in Italy. Il silenzio ufficiale dipendeva solo da ragioni assicurative e dal rischio di penali. La situazione si è ulteriormente complicata con la cancellazione di gare in Medio Oriente, come Bahrain e Arabia Saudita, e la riduzione del calendario invernale per le altre categorie.
La logistica e i costi sono i fattori chiave per la decisione.
Un evento che vale la pena
La scelta di Imola non è solo una questione di logistica, ma anche di interesse per la F1. Dopo Baku, Kimi Antonelli, bolognese, guida il Mondiale con un vantaggio di 66 punti su George Russell. Un ultimo atto a mezz’ora da casa sua, con Maranello a un’ora di strada e la Racing Bulls di casa a Faenza, sarebbe un evento che per la F1 vale molto più di un semplice rimpiazzo. Sarebbe anche la prima chiusura di stagione in Europa dal 1997, quando a Jerez si decise il duello tra Villeneuve e Schumacher.
Il resto del motorsport ha già scelto: il WEC ha cancellato le gare di Qatar e Bahrain e le ha sostituite con Barcellona e Monza. La MotoGP si prepara a rinunciare al GP del Qatar dell’8 novembre senza sostituirlo. Anche le formule propedeutiche hanno fatto le valigie, spostando le gare a fine 2027. Il problema principale è il costo e l’affidabilità dei trasporti verso il Golfo, un nodo con cui la F1 deve fare i conti.
Imola ha già dimostrato di poter ospitare un Gran Premio in inverno.
Imola, infatti, sa già come si fa. Nel 2020 ha ospitato un GP a novembre, inserito in corsa nel calendario stravolto dal Covid, e nel 2021 ha preso il posto della Cina. L’ultima volta che la F1 ci ha corso era il 18 maggio 2025, con la vittoria di Max Verstappen. Anche la data ha una sua logica. Da Las Vegas, dove si corre il 21 novembre, il materiale non può arrivare in Italia senza passare dal Regno Unito, e il 29 novembre sarebbe troppo stretto: per questo si parla del 6 dicembre.
Il calendario attuale ha 23 gare e almeno un contratto televisivo ne richiede un minimo di 22: sostituendo Abu Dhabi con Imola e rinunciando al Qatar, la F1 resterebbe esattamente sulla soglia. Resta l’inverno romagnolo, l’obiezione più frequente. Binotto la liquida ricordando che a inizio dicembre Imola è più calda di Las Vegas, e anche Pirelli non vede criticità particolari, a parte un riscaldamento delle gomme più lento. Chi conosce la pista da una vita, come Gian Carlo Minardi, ha già detto di non temere il freddo e di vedere nella nebbia l’unica vera incognita di un Gran Premio a dicembre. La scelta non è solo una questione di logistica, ma anche di interesse per la F1 e per il pubblico italiano. La strada, per ora, sembra portare a Imola.
