Cassazione conferma assoluzione Jessica Pulizzi, sorte Denise Pipitone tuttora sconosciuta

Cassazione conferma assoluzione Jessica Pulizzi per sequestro Denise Pipitone, sorte bambina tuttora sconosciuta.

Cassazione conferma assoluzione Jessica Pulizzi, sorte Denise Pipitone tuttora sconosciuta
Cassazione conferma assoluzione Jessica Pulizzi, sorte Denise Pipitone tuttora sconosciuta

La Cassazione ha confermato l’assoluzione di Jessica Pulizzi, la “sorellastra” della piccola Denise Pipitone, per il reato di sequestro della bambina scomparsa nel 2004. La sentenza, depositata oggi, ha reso chiaro che la sorte di Denise Pipitone è tuttora sconosciuta. Jessica, all’epoca dei fatti aveva 17 anni, era stata già assolta in primo e in appello, mentre il reato di false dichiarazioni contestato al suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb è stato dichiarato prescritto. La Suprema Corte ha sottolineato che non esiste prova concreta del coinvolgimento di Jessica nel sequestro, pur considerando la sua presenza a 500 metri dal luogo in cui la bambina scomparve.

Assoluzione confermata, nessuna prova del coinvolgimento

La Cassazione ha rilevato che non esiste alcuna prova concreta che Jessica Pulizzi fosse coinvolta nel sequestro di Denise Pipitone. Anche se la ragazza era presente nel mercato a breve distanza dal luogo della scomparsa, la Suprema Corte ha sottolineato che in un centro di “ridotte dimensioni” come Mazara del Vallo, questa circostanza non costituisce un elemento sufficiente a dimostrare un reato. Inoltre, la Corte ha riconosciuto che anche la madre di Jessica, Anna Corona, non accusata del reato, poteva aver nutrito un risentimento verso Denise, rendendo il movente non esclusivo.

La famiglia di Denise: omertà e silenzi

Chi ha agito sapeva chi era Denise. Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, ha commentato la sentenza affermando che i colpevoli del rapimento non vengono da lontano. “Uno sconosciuto non va in una periferia di una città come Mazara del Vallo a sequestrare bambini”, ha detto. “Ci sono persone che sanno e non parlano per paura o per omertà”. La donna ha espresso la sua frustrazione per il silenzio che avvolge il caso, ricordando che Denise è stata rapita il 1 settembre 2004, e che da allora non è mai stata ritrovata. “L’1 settembre 2004 è stata rapita una bambina, non un oggetto. Basta con l’omertà, chi sa parli”, ha concluso.

La famiglia di Denise, compresi i due “padri” della bambina, aveva impugnato l’assoluzione di Jessica, ma la Cassazione ha ritenuto che non vi fosse motivo per modificare la sentenza. Piera Maggio ha aggiunto di aver appreso dal suo legale che sono state depositate le motivazioni della sentenza, ma non ha ancora ricevuto una copia e non ha dichiarazioni da fare al momento.

Il caso di Denise Pipitone, che ha scosso l’opinione pubblica e la comunità locale, rimane aperto e non risolto. La Cassazione ha confermato che la sorte della bambina è tuttora sconosciuta, e che il caso non è stato chiuso. La famiglia, però, continua a chiedere giustizia e luce su chi potrebbe aver agito per sequestrare la piccola. La sentenza non ha risposto alle domande più importanti, ma ha lasciato aperto un interrogativo che, dopo tredici anni, non è ancora stato risolto.

La sorte di Denise Pipitone è tuttora sconosciuta. La Cassazione ha rilevato che il caso è ancora aperto e non risolto, a distanza di tredici anni dall’apertura delle indagini. La sentenza non ha fornito risposte definitive, ma ha confermato che nessuna prova concreta ha portato a condannare Jessica Pulizzi per il reato di sequestro. La famiglia, però, continua a sperare in un chiarimento e a chiedere che venga rispettata la verità.