Maurizio Gandolfo e i 56 mila mattoncini di Leonforte: un progetto di passione e valorizzazione
Maurizio Gandolfo ricostruisce due monumenti di Leonforte con 56 mila mattoncini LEGO, un progetto di passione e valorizzazione.
Maurizio Gandolfo, 62 anni, infermiere e residente a Leonforte, ha realizzato due monumenti in mattoncini LEGO, utilizzando 56 mila pezzi, per ricostruire Palazzo Branciforti e la Granfonte. L’iniziativa, esposta durante la Sagra della Pesca del 3 e 4 ottobre, nasce da una passione coltivata fin dall’infanzia e si è sviluppata in un progetto di valorizzazione della città. La mostra, intitolata “Leonforte in mattoncini – Arte, storia e creatività”, ha suscitato interesse tra visitatori e leonfortesi, grazie a un lavoro paziente e creativo che ha coinvolto anche la comunità locale.
Una passione iniziata da bambino
La passione per i LEGO ha radici profonde nella vita di Maurizio Gandolfo, che ha iniziato a giocarci da bambino, grazie al regalo di suo padre. La passione è cresciuta con i figli, ma con il tempo, per motivi di lavoro, i figli hanno vissuto fuori casa, limitando i momenti di condivisione. «Quando erano piccoli costruivamo insieme; oggi, per motivi di lavoro, vivono fuori e riusciamo soprattutto a ritrovarci durante le vacanze di Natale», racconta. Anche per il prossimo Natale, i figli hanno già pensato a un progetto da realizzare insieme.
La passione per i mattoncini è diventata un modo per raccontare la città. La scelta di ricostruire Palazzo Branciforti e la Granfonte nasce da un desiderio di dare nuova vita a due simboli della città. «Palazzo Branciforti mi ha sempre colpito. Durante le mie passeggiate ne osservavo la magnificenza e la bellezza, ma anche lo stato di abbandono. Era una cosa che mi rattristava e, allo stesso tempo, mi faceva arrabbiare», spiega. L’idea di ricostruirlo è nata come una scommessa con se stesso, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su un patrimonio che merita di essere recuperato e valorizzato.
Un lavoro che ha sorpreso e coinvolto
La mostra, promossa da Dorina Randisi con il coinvolgimento di FIDAPA Leonforte, ha offerto a visitatori e leonfortesi un’occasione per conoscere un lavoro che Maurizio Gandolfo porta avanti da tempo, lontano dai riflettori. «Sono una persona semplice e sono rimasto davvero sorpreso dal successo ottenuto e dalle numerose visualizzazioni sui vari social», dice. L’interesse suscitato ha confermato quanto una passione personale possa incontrare l’interesse degli altri.
La mostra ha dato nuova visibilità a un progetto nato da una passione. La realizzazione ha richiesto un lavoro considerevole, con l’uso di mattoncini originali e la scelta di una scala 1:42 per rendere le costruzioni accessibili anche ai bambini. Palazzo Branciforti ha richiesto circa due anni di lavoro e intorno ai 55 mila pezzi, mentre la Granfonte è stata completata in tre o quattro mesi con circa mille pezzi. La scelta di inserire personaggi come il principe, Garibaldi e i contadini ha dato vita alle costruzioni, rendendole non solo architettoniche ma anche storiche e sociali.
La mostra ha anche dato a Gandolfo la motivazione per proseguire. «Sì, le passioni e gli hobby si intrecciano e questo progetto mi ha dato ancora più voglia di andare avanti. Ci sono altre idee che vorrei sviluppare, sempre con l’obiettivo di valorizzare le ricchezze della nostra città», conclude. L’esperienza ha anche rafforzato il desiderio di far rimanere i ragazzi a Leonforte, dove possono realizzarsi senza dover andare via in cerca di lavoro.
