Banda della minicar, i due minorenni: “Era uno scherzo, non volevamo far male”

Due minorenni confessano di aver usato una minicar per compiere sei aggressioni a Roma, definendole “scherzi” e non intenzioni di danneggiare.

Due minorenni, uno di 16 anni e l’altro di 17, hanno confessato di aver usato una minicar per compiere sei aggressioni a Roma, definendo i loro gesti come “scherzi” e non intenzioni di danneggiare. I due ragazzi, interrogati davanti ai carabinieri e al pm, hanno ammesso di aver agito per divertimento, senza alcun intento di ferire. L’episodio più noto riguarda l’attore Davide Iacopini, che è caduto dopo essere stato affiancato dai due giovani su un monopattino. I ragazzi hanno spiegato che il loro comportamento era motivato da curiosità e non da malvagità.

La minicar utilizzata dai due minorenni era grigia, ma dopo un incidente in cui era rimasta danneggiata, è stata ridipinta in nero opaco. Sulla carrozzeria erano presenti tre nastri adesivi con una grafica a forma di serpente rosso, un dettaglio che ha aiutato gli investigatori a identificare il veicolo. Il mezzo era stato anche dotato di un kit estetico, composto da paraurti, parafanghi e una mascherina frontale con il logo del serpente, il cui costo si aggirava tra i 1.700 e i 2.000 euro.

Le dichiarazioni dei ragazzi

Uno dei due minorenni ha riconosciuto di aver perso un berretto a Ponte Testaccio, un oggetto che è stato riconosciuto dagli investigatori e mostrato durante l’interrogatorio. Il ragazzo ha spiegato che il gesto era stato intenzionalmente fatto per spaventare un uomo in bicicletta, ma non ha causato alcun danno. L’altro episodio riguarda l’attore Davide Iacopini, che è caduto dopo essere stato affiancato dai ragazzi. Il giovane ha negato di averlo colpito con un calcio, spiegando che la scarpa persa era il risultato di un movimento casuale durante l’incidente. Entrambi i ragazzi hanno ammesso di aver partecipato alle aggressioni, ma hanno ridimensionato i loro gesti come “scherzi” e non come atti di violenza. Gli investigatori stanno ancora verificando i dettagli della dinamica degli episodi, in particolare per chiarire se le cadute delle vittime siano state provocate da azioni intenzionali o da incidenti casuali.

Le prove e le indagini

Le indagini si sono basate su immagini delle telecamere di sorveglianza e su dichiarazioni dei ragazzi, che hanno fornito ulteriori elementi per ricostruire i movimenti del veicolo e le persone coinvolte. Il proprietario della minicar è stato descritto come un “bravo ragazzo” che si divertiva a modificare il mezzo. I due minorenni hanno anche riconosciuto di aver fatto ritiri in officina, tra cui uno a marzo con la madre e un altro a settembre per l’applicazione di nuove grafiche.

Le autorità stanno valutando le dichiarazioni dei ragazzi e stanno cercando di determinare se i loro gesti costituiscono un reato grave o se siano da considerare come episodi di comportamento improprio. I due minorenni, pur avendo ammesso le aggressioni, non hanno espresso pentimento e hanno ritenuto che i loro atti fossero motivati da curiosità e non da malvagità. La minicar era stata ridipinta in nero opaco dopo un incidente. Il ragazzo ha negato di aver colpito Iacopini con un calcio.