Festa del Cinema di Roma 2026: due storie di violenza sulle donne al centro del dibattito

La Festa del Cinema di Roma 2026 affronta due casi di violenza sulle donne, Giulia Cecchettin e Melania Rea, con film e miniserie che restituiscono voce alle vittime.

Festa del Cinema di Roma 2026: due storie di violenza sulle donne al centro del dibattito
Festa del Cinema di Roma 2026: due storie di violenza sulle donne al centro del dibattito

La Festa del Cinema di Roma 2026 si apre con un dibattito profondo e necessario: la violenza sulle donne. Due storie, distanti nel tempo ma simili nella loro drammaticità, trovano spazio al centro del programma. Giulia Cecchettin e Melania Rea, due donne che hanno segnato l’Italia con la loro tragica scomparsa, diventano protagoniste di opere cinematografiche che cercano di restituire voce, identità e centralità alle vittime, al di là del clamore mediatico.

Due storie, un unico obiettivo

La Festa del Cinema di Roma 2026 non si limita a presentare film e miniserie, ma si impegna a portare al pubblico due vicende che hanno lasciato ferite profonde. Dopo il film 40 secondi dedicato a Willy Monteiro Duarte, presentato lo scorso anno, l’edizione 2026 si concentra su due casi che hanno scosso l’opinione pubblica: i femminicidi di Giulia Cecchettin e Melania Rea. Le due opere scelte adottano linguaggi diversi, ma condividono lo stesso obiettivo: andare oltre il clamore mediatico e riportare al centro le persone, le relazioni e le domande rimaste sospese dopo quei fatti.

Giulia Cecchettin: il dolore trasformato in testimonianza

Il film Se domani non torno, diretto da Paola Randi, sarà presentato il 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma e ad Alice nella città, prima dell’uscita nelle sale fissata per il 5 novembre. La storia si basa sul libro Cara Giulia, scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso, in cui il dolore per la perdita della figlia si trasforma in una testimonianza capace di parlare anche ad altri. La narrazione insiste soprattutto su ciò che è accaduto dopo la tragedia, quando il caso ha iniziato a porre interrogativi a un intero Paese. Filippo Timi interpreta Gino Cecchettin, mentre Tecla Bossi è Elena e Sabrina Martina veste i panni di Giulia. Nel cast figurano anche Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo.

Da quel novembre del 2023, il racconto si allarga oltre la cronaca e tocca temi che hanno acceso un confronto nazionale sul possesso nelle relazioni, sull’educazione affettiva e sul modo in cui viene affrontata la violenza di genere. Il passaggio dal dolore privato alla consapevolezza collettiva diventa così uno dei nuclei centrali del film.

Melania Rea: una miniserie che racconta la vita prima del delitto

Il 19 ottobre sarà invece presentata Melania Rea – Oltre il caso, miniserie diretta da Stefano Mordini per HBO Max. Nei quattro episodi il ruolo di Melania Rea è affidato a Maria Esposito, mentre Daniele Rienzo interpreta Salvatore Parolisi. La produzione torna su una vicenda che nel 2011 aveva richiamato per mesi l’attenzione dell’opinione pubblica. Melania Rea, 28 anni, scomparve durante una giornata trascorsa in Abruzzo e venne ritrovata senza vita poco dopo. In seguito, il marito Salvatore Parolisi fu condannato in via definitiva per il suo omicidio.

La miniserie non si concentra soltanto sull’indagine e sul processo. Ampio spazio è dedicato anche alla donna prima della copertura mediatica, alla sua famiglia, alla maternità e alla quotidianità che precedette il delitto. Nel cast compaiono anche Michela Cescon, Carmen Pommella, Antonio Buonanno, Francesco Rungi e Giulia Ercolini.

A Roma il cinema parla anche di diritti delle donne. Il tema attraversa la manifestazione anche con Le Meraviglie – Incontri sul cinema e sui diritti delle donne, iniziativa promossa dalla Casa Internazionale delle Donne e dalla Fondazione Una Nessuna Centomila. Fino al 24 ottobre, film e incontri affrontano questioni legate alla libertà femminile, al corpo, alla salute e alla possibilità di scegliere il proprio futuro.