Cop17 in Armenia: un’occasione per rilanciare la biodiversità globale

La Cop17 in Armenia cerca di correggere la traiettoria per la biodiversità, con obiettivi urgenti e sfide internazionali.

La diciassettesima Conferenza delle Parti (Cop17) sulla biodiversità, ospitata ad Erevan in Armenia, ha avviato i suoi lavori con l’obiettivo di correggere la traiettoria verso gli obiettivi fissati dal Global framework approvato alla Cop15 di Kunming-Montreal nel 2022. Mancano infatti solo quattro anni per raggiungere gli obiettivi condivisi a livello internazionale, e la pressione per un’azione concreta è mai stata così alta. La conferenza, che si svolge dal 19 ottobre, rappresenta un’occasione per rilanciare il multilateralismo delle Nazioni Unite e per affrontare le sfide che minacciano la biodiversità globale.

Obiettivi e sfide internazionali

Il “patto di pace con la natura”, come è stato ribattezzato il Global framework, prevede la restaurazione del 30 per cento dei suoli degradati, la riduzione delle sovvenzioni pericolose per la biodiversità di 500 miliardi di dollari all’anno e l’aumento di quelle che la tutelano di 300 miliardi. La volontà della presidenza armena è di evitare la catastrofe diplomatica che si è verificata alla precedente Cop16. La speranza è che le due settimane di negoziati ad Erevan smentiscano le scarse aspettative e forniscano un nuovo slancio all’azione globale per la biodiversità.

Le delegazioni dovranno tentare di “raggiungere un accordo superando le divergenze” non soltanto sulla tutela della biodiversità ma anche “sull’uso sostenibile delle risorse biologiche e sulla condivisione equa dei benefici legati allo sfruttamento delle risorse genetiche”, come sottolinea l’agenzia armena Armenpress. La mancanza di un adeguato slancio politico ha reso le Cop sul clima e sulla desertificazione meno efficaci, e la stessa efficacia delle Cop17 è in gioco. La Cop17 è particolarmente importante, commenta l’associazione Carbon Brief.

Un milione di specie a rischio

La biodiversità globale è in pericolo, con un milione di specie animali e vegetali che rischia l’estinzione nei prossimi decenni, come ricordato dal segretario generale dell’ONU António Guterres. La Cop17 ha l’obiettivo di dare attuazione al patto approvato alla Cop15 di Kunming-Montreal, con trenta punti necessari per focalizzare l’attenzione dei negoziatori su temi specifici. Il governo armeno ha espresso la sua volontà di evitare una situazione simile a quella della Cop16, che ha visto un’ampia distanza tra le posizioni delle nazioni partecipanti.

Allo stato attuale, ben 22 dei 23 obiettivi approvati nel 2022 rischiano di non essere centrati “a meno che il mondo non acceleri rapidamente”, come indicato dalle stesse Nazioni Unite in una nota sullo stato di avanzamento dell’accordo di Kunming-Montreal. Occhi puntati sugli Stati Uniti, dopo lo smantellamento dell’agenzia Usaid. Il governo di Washington aveva infatti abbracciato una serie di iniziative discendenti dal Global framework, ma i progetti sono stati poi sospesi a seguito dello smantellamento dell’Agenzia per lo sviluppo internazionale Usaid deciso dall’attuale amministrazione guidata da Donald Trump. Il rischio, come sottolineato dal quotidiano The Guardian, è che la Cop17 in Armenia cristallizzi l’insieme dei disastri degli ultimi quattro anni. La speranza è che le due settimane di negoziati ad Erevan smentiscano le scarse aspettative e forniscano un nuovo slancio all’azione globale per la biodiversità.