Processo per induzione al matrimonio, il padre di Saman Abbas a giudizio per il matrimonio forzato
Processo a Shabbar Abbas per induzione al matrimonio, aggravanti contestate in tribunale

Il padre di Saman Abbas, Shabbar Abbas, è stato chiamato a giudizio per l’induzione al matrimonio della figlia, un reato che si colloca nel contesto dell’omicidio della giovane avvenuto a Novellara nel 2021. La causa riguarda il periodo tra novembre 2019 e la morte della ragazza e si svolgerà a Reggio Emilia. La prossima udienza è fissata al 21 dicembre, durante la quale si terrà l’audizione di testimoni tra cui il fratello di Saman, Ali Haider, e l’allora fidanzato Ayub Saqib. La madre di Saman, Nazia Shaheen, è già stata condannata all’ergastolo in Cassazione per il reato di tentata costrizione alle nozze, insieme a cugini e zio della vittima.
Parti civili e contestazione delle aggravanti
La fondazione Pangea contro le nozze forzate e il Comune di Novellara sono state ammesse come parti civili nel processo, come già accaduto per l’omicidio della 18enne. La pm Maria Rita Pantani ha comunicato che contesterà anche le aggravanti della minore età della vittima e dell’abuso dell’autorità familiare. La famiglia aveva intenzione di far sposare Saman, contro la sua volontà, un parente in Pakistan. La ragazza, sparita tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021, è stata ritrovata sepolta in un casolare vicino a casa dei genitori un anno e mezzo dopo.
Condenne confermate e prossima udienza
Le condanne già confermate in Cassazione per l’omicidio di Saman includono il padre, la madre, i cugini e lo zio. La prima udienza del processo a Shabbar Abbas è prevista a gennaio. L’indagine ha rivelato un contesto di pressione familiare e violenza, con la famiglia che aveva cercato di costringere la ragazza a sposarsi. L’audizione dei testimoni, tra cui il fratello e l’ex fidanzato, potrebbe fornire ulteriori elementi per chiarire i fatti. La famiglia è stata accusata di abuso di autorità e di violenza psicologica.
La causa si svolgerà in un contesto di attenzione nazionale, con la fondazione Pangea che ha già partecipato a precedenti processi per omicidi legati alle nozze forzate. Il Comune di Novellara, come parte civile, ha espresso preoccupazione per le condizioni di vita della ragazza e per l’ambiente in cui è stata vittima di un crimine grave. La prossima seduta del 21 dicembre segnerà un passo avanti nella ricostruzione dei fatti e nella ricerca della verità.
Il processo rappresenta un caso emblematico di violenza familiare e di abuso di potere, con conseguenze tragiche. La giustizia, attraverso il tribunale di Reggio Emilia, dovrà affrontare una serie di accuse che coinvolgono non solo il padre, ma anche altri membri della famiglia. La condanna in Cassazione di alcuni imputati ha già messo in luce la gravità dei fatti, ma il processo in corso potrebbe portare a ulteriori condanne o chiarimenti. La famiglia, in ogni caso, rimane al centro di un dibattito sociale su temi di libertà, diritti e protezione delle minori.
