Influenza stagionale, Pregliasco spiega come distinguere i sintomi da altri virus respiratori

Influenza stagionale: come distinguere i sintomi da altri virus. Dati Lombardia e consigli del virologo.

La stagione fredda ha visto un aumento delle infezioni respiratorie in Italia, ma non tutti i casi sono riconducibili all’influenza stagionale. A spiegarlo è il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, in un’intervista a Adnkronos Salute. Secondo i dati del rapporto Influnews della Regione Lombardia, la settimana dal 26 ottobre al 1° novembre 2026 ha registrato 84.552 casi di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza di 8,4 casi ogni mille abitanti. I bambini sotto i cinque anni risultano i più colpiti, con 25 casi ogni mille assistiti.

Le infezioni respiratorie non sono sempre influenzali

Il virologo ha chiarito che, nonostante l’aumento delle infezioni, l’influenza non ha ancora raggiunto una circolazione predominante. I dati indicano che i virus in circolazione sono diversi e possono coesistere. Il rhinovirus, responsabile di molti raffreddori, è stato individuato nel 35,3% dei campioni, seguito dai virus parainfluenzali al 23,5% e dagli adenovirus all’11,8%. Il coronavirus stagionale e il Sars-CoV-2 sono stati rilevati ciascuno nel 5,9% dei campioni. Nei pronto soccorso lombardi, invece, l’influenza A è risultata presente nel 2,1% dei tamponi e l’influenza B nello 0,7%.

La presenza di sintomi non permette di stabilire con certezza la causa dell’infezione. Naso che cola, gola irritata e tosse possono essere causati da diversi agenti virali, anche quando la temperatura corporea rimane normale. L’influenza vera e propria si manifesta spesso con febbre, dolori muscolari, stanchezza e sintomi respiratori, ma il quadro clinico può variare. Per distinguere le infezioni, quando necessario, servono valutazioni mediche ed eventuali test diagnostici.

Consigli per gestire i sintomi

Per le infezioni respiratorie lievi, Pregliasco raccomanda soprattutto riposo, idratazione e utilizzo dei farmaci soltanto quando necessario. Il virologo invita a non assumere antibiotici autonomamente ai primi sintomi: questi medicinali agiscono contro i batteri e non contro i virus. La tosse può inoltre persistere anche dopo la scomparsa degli altri disturbi, senza indicare necessariamente una complicazione batterica.

Occorre prestare attenzione all’uso contemporaneo di medicinali con lo stesso principio attivo. Occorre prestare attenzione anche all’uso contemporaneo di più medicinali contenenti lo stesso principio attivo, come il paracetamolo, per evitare dosaggi eccessivi. Accanto ai virus respiratori, ci sono quelli gastrointestinali, come i norovirus, che provocano vomito, diarrea e crampi addominali. Sono infezioni diverse che possono circolare contemporaneamente, soprattutto nelle famiglie e nelle comunità. Il virologo ha ricordato che “le infezioni respiratorie stanno aumentando, l’influenza non ha ancora raggiunto una circolazione predominante”. Pregliasco ha sottolineato che “questi dati spiegano perché tante persone abbiano tosse, raffreddore e mal di gola senza necessariamente avere l’influenza, che per ora rappresenta una quota minoritaria delle infezioni respiratorie”.