Monty Roberts, l’uomo che ascoltava i cavalli, è morto a 91 anni

Monty Roberts, addestratore rivoluzionario e amico della Regina Elisabetta II, è morto a 91 anni.

Monty Roberts, addestratore di cavalli, in un momento di lavoro con un cavallo in una fattoria in California
Monty Roberts, addestratore di cavalli, in un momento di lavoro con un cavallo in una fattoria in California

Monty Roberts, l’addestratore rivoluzionario noto come “l’uomo che ascoltava i cavalli”, è morto a 91 anni nella sua fattoria in California. La sua scomparsa ha suscitato un grande interesse a livello internazionale, soprattutto per il suo contributo alla cultura equestre e per il rapporto speciale che aveva con la Regina Elisabetta II. NATO il 14 maggio 1935 a Salinas, in California, ha dedicato la sua vita alla comprensione e al rispetto degli animali, sviluppando un metodo di addestramento basato sull’empatia e sulla comunicazione non violenta.

Un’infanzia tra i cavalli

Roberts ha iniziato a esibirsi come controfigura a cavallo a soli quattro anni, grazie al padre Marvin Roberts, addestratore e uomo di rodeo. Cresciuto in un ambiente profondamente legato alla cultura dei ranch, ha sviluppato una passione per i cavalli fin da piccolo. L’esperienza di osservare metodi di addestramento violenti ha contribuito a formare la sua convinzione che esistesse un modo diverso di comunicare con gli animali. Una svolta importante nella sua vita è arrivata quando ha trascorso lunghi periodi a osservare i mustang selvaggi del Nevada, studiando il loro comportamento e la loro forma di comunicazione.

Da quelle osservazioni è nata la filosofia che avrebbe guidato tutta la sua vita. Il metodo Join-Up, sviluppato da Roberts, si basa sull’idea che un cavallo non debba essere dominato, ma convinto a scegliere spontaneamente la relazione con l’essere umano. Attraverso il linguaggio del corpo e la comprensione dei segnali naturali dell’animale, Roberts ha dimostrato come fosse possibile ottenere collaborazione senza ricorrere alla violenza.

Un legame speciale con la Regina Elisabetta II

La Regina Elisabetta II, da sempre appassionata di cavalli e allevamento, ha mostrato un interesse particolare per il lavoro di Roberts. Dopo aver letto il suo libro, la sovrana lo ha invitato più volte nel Regno Unito per assistere personalmente alle sue dimostrazioni. Tra i due è nato un rapporto di stima e amicizia, con Roberts che ha partecipato alle celebrazioni del Golden Jubilee al Castello di Windsor nel 2002. Nel 2011 è stato insignito del Royal Victorian Order, onorificenza concessa personalmente dal sovrano per i servizi resi alla Casa Reale.

Roberts ha anche lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema. Insegnò a cavalcare a James Dean e fece da controfigura a Elizabeth Taylor dopo l’infortunio dell’attrice durante le riprese del film Gran Premio. Il suo libro “The Man Who Listens to Horses”, tradotto in numerose lingue, è diventato un bestseller internazionale, diffondendo il suo pensiero ben oltre il mondo dell’equitazione. Roberts ha sostenuto l’idea che il rispetto e la comprensione potessero diventare strumenti più efficaci della forza, anche nel rapporto con gli animali. Negli ultimi decenni si è espresso contro l’utilizzo della frusta nelle corse ippiche, sostenendo che un cavallo, animale naturalmente predisposto alla fuga, non avesse bisogno di essere colpito per correre più velocemente. Con la sua scomparsa il mondo perde una delle figure che più hanno contribuito a cambiare la cultura equestre contemporanea.