Alessandro Sottovia: «Il mio futuro nell’IA ma resto a Bolzano»
Alessandro Sottovia, dottorando in intelligenza artificiale, sceglie di rimanere a Bolzano nonostante opportunità all’estero.

Alessandro Sottovia, 28 anni, dottorando in intelligenza artificiale tra Università di Bolzano e Loacker, ha deciso di rimanere a Bolzano nonostante le numerose opportunità all’estero. Cresciuto tra Bolzano e il Salento, il giovane ricercatore ha scelto di concentrarsi sul futuro della ricerca in Italia, nonostante gli stipendi siano inferiori rispetto ad altri Paesi. Sottovia, che si occupa di Computer Vision e Digital Twin, ha spiegato che per lui la qualità della vita e la connessione con la famiglia contano più del salario.
Un percorso di ricerca e innovazione
Il percorso di Sottovia ha iniziato con un sogno di sviluppare videogiochi, ma grazie a una docente, la professoressa Cristina Macola, ha trovato la sua strada nell’informatica e nella programmazione. Dopo gli studi a Trento, ha iniziato a collaborare con Loacker, studiando sistemi per individuare difetti e anomalie nei prodotti. Con il boom dell’intelligenza artificiale, ha iniziato a formare i dipendenti dell’azienda, spiegando come utilizzare i nuovi strumenti. Oggi, il suo obiettivo è portare l’intelligenza artificiale dentro le aziende e renderla uno strumento concreto.
La collaborazione con Loacker ha rappresentato un passo importante nel suo percorso. Sottovia ha spiegato che, durante la magistrale, ha iniziato a lavorare con l’azienda, analizzando sistemi per rilevare difetti nei prodotti. Successivamente, ha formato i dipendenti, aiutandoli a comprendere e utilizzare le nuove tecnologie. Questo ha portato a un dottorato industriale, con Loacker che finanzia il suo percorso universitario e lui che porta in azienda le innovazioni emerse dalla ricerca.
Collaborazioni e innovazioni
Sottovia ha sviluppato un nuovo metodo per analizzare i video, suddividendoli in sequenze e facendo collaborare più modelli di intelligenza artificiale tra loro. I risultati sono stati significativi: la precisione aumenta del 15% rispetto a un singolo modello. Inoltre, sta lavorando all’integrazione tra realtà aumentata, Digital Twin e modelli linguistici, per permettere a un operatore di ricevere istruzioni intelligenti durante il lavoro. L’idea è di creare un sistema che riconosca gli oggetti, ne comprenda la posizione nello spazio e suggerisca le operazioni corrette. La sua ricerca ha portato a applicazioni concrete in settori diversi. Un esempio è il Lumen, il museo della fotografia in Alto Adige, dove è possibile ricostruire digitalmente ambienti attraverso smartphone o visori in realtà aumentata. Sottovia ha anche partecipato alla Conferenza nazionale sull’intelligenza artificiale, dove ha presentato i suoi studi e ha espresso emozione per il riconoscimento della comunità scientifica.
Nonostante le offerte dall’estero, Sottovia ha scelto di rimanere a Bolzano. «Bolzano è casa», ha detto. «Sono molto legato al territorio e alla mia famiglia. Certo, nel mio settore le offerte dall’estero sono numerose e gli stipendi sono più alti, ma per me conta la qualità della vita.» Il giovane ricercatore ha anche espresso l’idea di comprare casa, uno dei suoi sogni. Per lui, il futuro dell’intelligenza artificiale in Italia non è solo un’opportunità economica, ma un’opportunità di trasferire la ricerca direttamente all’industria.
