Andrea Sempio e le perizie della difesa: un’alternativa al DNA e alle scarpe
Le perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione le prove principali del delitto di Garlasco.

Andrea Sempio, 38 anni, è l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. La difesa del 38enne ha depositato perizie che mettono in discussione le prove principali dell’accusa, tra cui il DNA trovato sulle unghie della vittima e l’impronta insanguinata lasciata sulla scena del crimine. La Procura di Pavia, che ha chiuso le indagini il 7 maggio 2026, dovrà valutare se queste perizie possano modificare la ricostruzione del caso.
Il DNA non è sufficiente per individuare Sempio
La genetista Marina Baldi, consulente della difesa, ha analizzato il profilo genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo la specialista, il dato non è sufficiente per individuare Sempio, poiché non è un profilo completo, singolo o coerente con la dinamica dell’aggressione. «Il dato genetico deve essere considerato un elemento fragile, parziale e non individualizzante», ha spiegato Baldi. Inoltre, sulle unghie della vittima è stato trovato un ulteriore profilo maschile Y che non appartiene a Sempio, rendendo il dato ancora più ambiguo.
Le scarpe non corrispondono al piede di Sempio
La seconda perizia riguarda l’impronta insanguinata rinvenuta nella villetta. I consulenti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis hanno analizzato la compatibilità tra la traccia e l’anatomia del piede di Sempio. La scarpa incriminata, una Frau taglia 42, è progettata per contenere piedi larghi al massimo 9,2 centimetri. Il piede di Sempio, invece, supera questa misura di oltre due centimetri. Inoltre, i dati biometrici raccolti nel 2025 mostrano che il rapporto tra larghezza e lunghezza del piede di Sempio è di circa il 42 per cento, un valore che si discosta significativamente dai parametri standard di una calzatura taglia 42.
La taglia 42, peraltro, è compatibile con il piede dell’unico condannato per il delitto, Alberto Stasi. Sempio, però, ha sempre dichiarato di calzare il 44, un dettaglio che i legali della difesa hanno sottolineato come ulteriore elemento di dubbio.
Le registrazioni in auto non sono confessioni
La difesa ha anche consegnato alla Procura una memoria esplicativa sui dialoghi «virtuali» registrati da Sempio in auto. Quei file audio, in cui il 38enne simulava interrogatori o si metteva nei panni di Alberto Stasi, avevano alimentato diversi sospetti. Tuttavia, i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno spiegato che le registrazioni non sono confessioni, ma semplici reazioni a narrazioni che ritenevano avverse. «Sempio prendeva le teorie circolanti tra giornalisti, youtuber e podcaster, le ripeteva ad alta voce e le commentava con tono polemico e iperboli», hanno spiegato i legali. Non si tratta di confessioni, ma di una sorta di preparazione mentale per affrontare eventuali interrogatori.
La Procura di Pavia dovrà ora valutare se queste perizie possano modificare la ricostruzione del caso e decidere il passo successivo. Il destino di Andrea Sempio potrebbe dipendere da questi nuovi elementi, che mettono in discussione le prove principali dell’accusa. La difesa ha tentato di smontare ogni singola prova, cercando di ribaltare la ricostruzione della Procura. Il caso di Garlasco, però, resta un mistero che potrebbe ancora cambiare.
