Annullata condanna a Maria Angioni per false dichiarazioni nel caso Denise Pipitone

Cassazione annulla condanna a ex pm Maria Angioni per false dichiarazioni nel caso Denise Pipitone

La Cassazione ha annullato la condanna inflitta all’ex sostituto procuratore della Repubblica di Marsala Maria Angioni per false dichiarazioni nel caso Denise Pipitone. L’ex pm, che aveva indagato sulla scomparsa della bambina nel 2004-2005, è stata condannata a un anno di carcere per aver fornito informazioni false al pubblico ministero. La decisione è arrivata dopo un ricorso presentato dai suoi difensori, che hanno sottolineato criticità procedurali nel processo precedente. La sentenza è stata annullata in sede di appello, con la Cassazione che ha ritenuto necessario attendere il deposito delle motivazioni per comprendere le ragioni dell’annullamento.

Le accuse contro Maria Angioni erano scaturite da sommarie informazioni rese nel 2021 all’allora Procuratore della Repubblica di Marsala Roberto Piscitello. L’ex pm aveva ipotizzato inadempienze da parte di alcuni agenti di polizia, tra cui l’ispettore Vincenzo Tumbiolo, accusato di errori e omissioni durante le indagini. Tra le contestazioni, era stata citata una perquisizione nell’abitazione di Anna Corona, effettuata in un appartamento sbagliato, pur se nella stessa palazzina. Tumbiolo, però, non aveva partecipato all’operazione poiché era sospeso dal servizio.

Le dichiarazioni dell’ex pm sono state ritenute false e incoerenti con i fatti.

False dichiarazioni e contestazioni processuali

La Cassazione ha annullato la condanna a un anno di carcere, dopo aver rilevato violazioni processuali. Tre dichiarazioni dell’ex pm sono state considerate false: una riguardava la disattivazione di una telecamera, un’altra l’accusa di fughe di notizie e una terza relativa a un dirigente del commissariato di Marsala. Secondo i giudici, le dichiarazioni non corrispondevano ai fatti e avevano danneggiato l’operato della polizia. Gli avvocati di Angioni hanno sottolineato che il processo era segnato da criticità procedurali, tra cui la mancanza di garanzie difensive e la valutazione impropria delle prove.

La Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Monza per competenza territoriale, dopo aver annullato la condanna a un anno inflitta dai giudici di merito. L’ex pm, che aveva occupato la procura di Marsala durante le fasi cruciali dell’indagine su Denise Pipitone, è ora al centro di un processo per diffamazione nei confronti di Tumbiolo. La condanna in primo grado era stata a quattro mesi di reclusione, ma la Cassazione ha ritenuto necessario spostare il processo a Monza.

La partita giudiziaria si sposta a Monza per il processo per diffamazione.

Un processo segnato da criticità procedurali

I difensori di Maria Angioni, Stefano Giordano e Giovan Battista Lauricella, hanno espresso soddisfazione per l’annullamento della condanna, sottolineando l’indipendenza e l’onestà intellettuale della Suprema Corte. «La Suprema Corte ha accolto le censure da noi sollevate e ha rimesso in discussione il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala, segnato da criticità procedurali», hanno dichiarato. Attendono con interesse il deposito delle motivazioni, che chiariranno le ragioni dell’annullamento e faranno luce sugli errori che hanno influenzato l’iter processuale.

La prima udienza del processo per diffamazione è fissata al 16 giugno 2026. L’ex pm, che aveva espresso dubbi sull’operato della polizia durante un’intervista in diretta a “Mattino Cinque”, continua a essere al centro di un’attenzione giudiziaria che si estende a diversi procedimenti. La Cassazione ha ritenuto necessario attendere il deposito delle motivazioni per comprendere appieno le ragioni dell’annullamento e le implicazioni future per l’ex pm.