Assisi 1986, 40 anni dopo: la studiosa musulmana Sihem Djebbi analizza le sfide del dialogo interreligioso
La studiosa musulmana Sihem Djebbi riflette sulle sfide del dialogo interreligioso dopo Assisi 1986, evidenziando l’impatto del conflitto israelo-palestinese e la crisi del riconoscimento reciproco.
Quattro decenni dopo l’incontro di Assisi del 1986, il dialogo interreligioso continua a essere un tema cruciale, ma anche una sfida complessa. La studiosa musulmana Sihem Djebbi, docente di Scienze politiche e esperta di dialogo cristiano-islamico, ha analizzato l’impatto e le trasformazioni di questa iniziativa, che ha segnato un momento storico per le relazioni tra le religioni. L’incontro, organizzato in un contesto di Guerra Fredda, ha rappresentato un’occasione unica per promuovere la pace e il riconoscimento reciproco, ma oggi si confronta con nuove sfide, come la polarizzazione sociale e la crisi del diritto internazionale.
Un evento che ha cambiato il panorama religioso e internazionale
L’incontro di Assisi del 1986 ha rappresentato un momento di svolta per il dialogo interreligioso, in quanto è stato il primo evento in cui rappresentanti delle principali religioni del mondo si sono incontrati e pregati insieme, per una causa comune. Questo ha avuto un impatto significativo sul piano religioso, dove si è affermata la condivisione di valori e visioni sull’importanza del rispetto e del riconoscimento reciproco tra le fedi. Per la Chiesa cattolica, l’incontro ha concretizzato la dichiarazione Nostra Aetate, e ha rappresentato un’occasione per relazionarsi con altre religioni, come l’induismo e il buddismo. Per le altre fedi, l’incontro ha stimolato una riflessione profonda sul valore dell’Altro, inserito nelle proprie culture e tradizioni.
Le sfide del dialogo interreligioso nel contesto globale
Sebbene l’incontro di Assisi abbia avuto un impatto iniziale limitato nel mondo musulmano, a causa della diversità delle correnti islamiche e della mancanza di una legittimità centralizzata, negli anni successivi si è sviluppato un dialogo interreligioso più strutturato. Gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno rappresentato un momento di svolta, che ha spinto molte autorità e reti islamiche a promuovere il dialogo interreligioso per evitare che movimenti fondamentalisti potessero strumentalizzare l’Islam. Da allora, si è registrato un aumento drastico delle iniziative di dialogo interreligioso, a livello regionale e mondiale, che coinvolgono autorità pubbliche, religiose e organizzazioni della società civile.
Nonostante i progressi, il dialogo interreligioso oggi si confronta con sfide significative. La polarizzazione delle società, in particolare in relazione al conflitto israelo-palestinese, ha avvelenato le relazioni tra Cristiani ed Ebrei, e soprattutto tra Musulmani ed Ebrei. Le iniziative di dialogo sono state ridotte, e molte comunità musulmane interpretano l’incapacità di applicare il diritto internazionale o il sostegno a favore di Israele come un bias negativo contro l’Islam. In contesti poco democratici, il dialogo interreligioso, quando non allineato con la politica ufficiale, rischia di essere delegittimato o addirittura represso.
Il valore del dialogo interreligioso nel mondo moderno
Nonostante le sfide, il dialogo interreligioso rimane un’arma potente per costruire pace e fiducia. La studiosa Sihem Djebbi sottolinea che il valore del dialogo interreligioso risiede nel riconoscimento dell’Altro, nel superamento delle false rappresentazioni e nella costruzione di relazioni basate sulla fiducia autentica. Questo vale per ogni tipo di dialogo, che sia diplomatico, teologico o culturale. La crisi del diritto internazionale e la militarizzazione del mondo sono sintomatiche della crisi del riconoscimento dell’altro, e il dialogo interreligioso rappresenta un’occasione per riflettere su valori esistenziali essenziali, come la vita, la coscienza morale e la spiritualità.
La profezia di Assisi, dopo 40 anni, invita a dialogare con l’Altro, a pensare insieme per il bene comune. Anche in un mondo in guerra, come quello israelo-palestinese, il dialogo interreligioso può rappresentare una base per la pace. Movimenti come Women Wage Peace e Women of the Sun continuano a promuovere il dialogo tra donne israeliane e palestinesi, nonostante le sfide e le violenze. Il valore del dialogo interreligioso non si misura solo nei successi, ma anche nel suo potere di riconciliazione e di costruzione di relazioni durature.
