Bari, identificati i due aggressori della studentessa picchiata al parco
Svolta nelle indagini per l’aggressione della 26enne al Parco Rossani di Bari. Polizia locale ha identificato due maggiorenni. Vittima con frattura nasale e lesione orbitale.

La Polizia locale di Bari ha identificato i due aggressori della studentessa universitaria di 26 anni brutalmente picchiata giovedì sera al Parco Rossani. I due indagati sono maggiorenni e sono stati individuati nel corso dell’attività investigativa avviata immediatamente dopo l’episodio, come riferisce agi.it. La giovane è stata medicata presso il Policlinico di Bari e dimessa con una prognosi di 40 giorni per le gravi lesioni subite durante l’aggressione.
Secondo il racconto della vittima, l’aggressione è nata da un diverbio nei pressi dei bagni pubblici del parco. Una ragazzina avrebbe tentato di impedirle l’accesso ai servizi igienici, provocando uno scontro verbale che è poi degenerato in violenza. La dinamica ricostruita attraverso la testimonianza della ragazza mostra un’escalation rapida dalla lite iniziale all’attacco vero e proprio.
Le lesioni e il ricovero ospedaliero
Gli esiti dell’aggressione sono stati particolarmente gravi. La studentessa ha riportato una frattura scomposta del setto nasale non operabile e una lesione della parete dell’orbita oculare, secondo quanto comunica adnkronos.com. Queste ferite hanno richiesto il trasporto d’urgenza al Policlinico di Bari, dove è stata stabilizzata e medicata. La prognosi di 40 giorni evidenzia la serietà del trauma subito, che comporterà un lungo periodo di guarigione e follow-up clinico.
Il percorso dal momento dell’aggressione al ricovero è stato celere: la ragazza è stata immediatamente soccorsa e portata in struttura ospedaliera per ricevere le cure necessarie. Sebbene il setto nasale non abbia richiesto intervento chirurgico, la frattura scomposta rappresenta una lesione seria che dovrà guarire spontaneamente nel corso delle settimane indicate dalla prognosi.
Dinamica dell’attacco secondo la vittima
La versione fornita dalla ragazza ai carabinieri e agli investigatori descrive un’aggressione coordinata e violenta. La giovane afferma di essere stata accerchiata, afferrata per i capelli e scaraventata a terra da parte degli aggressori. Una volta caduta, è stata colpita ripetutamente con pugni e calci al volto e alla testa, zona del corpo particolarmente vulnerabile e dove la violenza ha causato i danni più significativi.

Questo tipo di aggressione, condotta da più persone contemporaneamente, configura un attacco coordinato e non impulsivo. La sequenza dei gesti descritti, dall’accerchiamento al lancio a terra fino ai colpi ripetuti, suggerisce un episodio di violenza organizzato piuttosto che una reazione improvvisa a un momento di tensione.
L’identificazione dei due maggiorenni rappresenta un passo cruciale nelle indagini condotte dalla Polizia locale di Bari. L’attività investigativa, avviata d’ufficio immediatamente dopo l’episodio, ha permesso di risalire ai responsabili attraverso i dettagli forniti dalla vittima e le evidenze raccolte sul luogo. Le prossime fasi dell’inchiesta porteranno probabilmente a ulteriori sviluppi riguardo a eventuali responsabilità penali e alle motivazioni dietro l’aggressione.
L’episodio accende i riflettori sulla sicurezza negli spazi pubblici urbani e sulla necessità di prevenire e contenere fenomeni di violenza anche in contesti che dovrebbero essere frequentati liberamente dai cittadini. Il parco Rossani, luogo di aggregazione e svago per la comunità barese, è stato teatro di un episodio che evidenzia rischi legati a situazioni di conflitto che possono degenerare rapidamente in violenza fisica.
