BESS4Hydro, il progetto Enel che combina idroelettrico e batterie per migliorare efficienza e flessibilità
Enel presenta BESS4Hydro, un progetto innovativo che integra idroelettrico e batterie per migliorare efficienza e flessibilità degli impianti rinnovabili, attirando l’attenzione del Giappone.
Il 13 ottobre, a Valbondione in provincia di Bergamo, una delegazione giapponese composta da rappresentanti di NEDO, CRIEPI, Waseda University, Tohoku University e Toshiba ha visitato la Centrale di Dossi per approfondire BESS4Hydro, il progetto sviluppato da Enel che integra idroelettrico e sistemi di accumulo. L’obiettivo della visita era conoscere da vicino il progetto, che rappresenta un passo avanti nella transizione energetica, rendendo gli impianti rinnovabili più flessibili e efficienti. L’esperienza di Enel in Val Seriana ha attirato l’attenzione di istituzioni, università e aziende giapponesi, che vedono nel progetto un’opportunità per migliorare la gestione delle energie rinnovabili.
Un’integrazione tra tecnologie per un sistema unico
BESS4Hydro combina due tecnologie, idroelettrico e batterie, facendole operare come un unico sistema sul mercato elettrico. L’idea alla base del progetto è utilizzare la batteria come una sorta di “secondo bacino virtuale”, in grado di affiancare la gestione della risorsa idrica e ottimizzare il funzionamento della turbina. L’integrazione tra idroelettrico e accumulo apre nuove possibilità per la gestione degli impianti esistenti, permettendo alle centrali di contribuire con maggiore flessibilità all’equilibrio della rete.
Il progetto, inaugurato da Enel nel luglio scorso presso la Centrale di Dossi, integra un impianto idroelettrico da 44 MW con un sistema di accumulo al litio da 4 MW, con una durata di scarica di due ore. L’accumulo permette di gestire l’energia con maggiore flessibilità, coordinando il funzionamento della centrale con le esigenze del sistema elettrico. La novità non consiste soltanto nell’aggiungere una batteria a un impianto esistente, ma nel far dialogare le due tecnologie come un unico sistema. Un’integrazione che punta a migliorare la gestione della produzione idroelettrica e ad aumentare la capacità della centrale di fornire servizi alla rete.
La flessibilità operativa aumenta del 30% grazie all’integrazione con la batteria.
Un progetto con potenziale di replicabilità
BESS4Hydro ha ricevuto un finanziamento dell’Innovation Fund e il sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform). Il World Economic Forum ha inoltre inserito il progetto nell’Innovation Playbook, tra i 100 casi di innovazione individuati per il loro potenziale di replicabilità. Le prospettive di sviluppo riguardano fino a 30 impianti a bacino in Italia e Spagna, con un potenziale compreso tra 100 e 200 MW di sistemi di accumulo a batteria, su un patrimonio di circa 3 GW di asset idroelettrici.
La possibilità di applicare la soluzione su più impianti rappresenta un aspetto centrale dell’iniziativa. Estendere il modello significherebbe valorizzare una parte del patrimonio idroelettrico esistente, migliorandone l’efficienza e ampliando il contributo che le centrali possono offrire al sistema elettrico. L’idroelettrico è una componente fondamentale del sistema energetico italiano, con circa 21,3 GW di potenza installata e quasi 41,3 TWh di produzione annua, pari a circa il 32% della generazione elettrica da fonti rinnovabili. Enel ricopre un ruolo di primo piano nel comparto, con quasi 13 GW di potenza idroelettrica installata in Italia, circa 16 TWh di produzione annua e oltre 500 impianti operativi. A livello globale, la piattaforma idroelettrica del Gruppo raggiunge circa 28 GW di capacità e 59 TWh di produzione annua. In questo contesto, BESS4Hydro mostra come l’integrazione con i sistemi di accumulo possa contribuire a valorizzare gli impianti esistenti, rendendoli più efficienti e flessibili.
Il progetto non guarda soltanto alla Centrale di Dossi. Uno dei suoi elementi distintivi è infatti la possibilità di estendere il modello ad altri impianti idroelettrici a bacino, integrando sistemi di accumulo nelle infrastrutture già operative. La Centrale di Dossi diventa così un punto di osservazione concreto sull’integrazione tra idroelettrico e batterie. Dalla Val Seriana, il progetto guarda alla possibilità di estendere questa soluzione ad altri impianti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’idroelettrico nella transizione energetica.
