Cassazione conferma ergastolo per Oseghale nel delitto Pamela Mastropietro
Cassazione conferma ergastolo per Oseghale nel delitto Pamela Mastropietro

La Cassazione ha confermato definitivamente l’ergastolo per Innocent Oseghale, l’uomo accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro, una ragazza romana di 19 anni uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della difesa, stabilendo che l’omicidio fu accompagnato da violenza sessuale, aggravante decisiva per il massimo della pena. La sentenza, resa dalla quinta sezione penale, chiude un iter giudiziario che ha visto l’uomo condannato in primo e secondo grado per omicidio e, ora, anche per stupro. La vicenda, che ha scosso l’opinione pubblica, ha visto la condanna definitiva a vita per Oseghale, dopo anni di dibattimento e ricorsi.
La violenza sessuale come aggravante
Secondo quanto ricostruito nei primi due gradi di giudizio, Pamela Mastrogiacomo, dopo essere fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti a Corridonia, aveva incontrato Oseghale. L’uomo approfittò della sua condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti per commettere un atto sessuale con la vittima. L’uomo, però, lo definì consensuale, ma i giudici hanno stabilito che si trattò di uno stupro. La ragazza, una volta svanito l’effetto della droga, si ribellò all’aggressore, che la uccise con due coltellate, poi fece a pezzi il corpo e tentò di bruciarlo.
La Cassazione ha ribadito che la violenza sessuale fu un elemento chiave per determinare la condanna a vita. L’aggravante ha reso necessario il massimo della pena, con la condanna definitiva a ergastolo. La sentenza ha confermato anche la condanna per omicidio, già stabilita in precedenti gradi di giudizio. La vicenda, che ha suscitato grande indignazione, ha visto la giustizia finalmente riconoscere l’orrore del reato commesso.
Reazioni delle famiglie e degli avvocati
La madre di Pamela, Alessandra Verni, ha espresso soddisfazione per la sentenza, dicendo: «Da sei anni aspettavo questo momento, è quello che speravo, non voglio che esca di prigione tra soli 10 anni. Chiedo a Oseghale di pentirsi e di dire chi era con lui». In occasione dell’anniversario della morte, il prossimo 30 gennaio, organizzerà una fiaccolata in ricordo della figlia. Dall’altra parte, l’avvocato Simone Matraxia, difensore di Oseghale, ha espresso delusione: «Siamo delusi da questo esito e curiosi di leggere le motivazioni».
La sentenza della Cassazione conferma quindi l’ergastolo per Oseghale, che aveva già visto condannato per omicidio e, in seguito, per violenza sessuale. L’aggravante del reato ha reso necessario il massimo della pena, con la condanna definitiva a vita. La famiglia della vittima, dopo anni di attesa, ha visto finalmente il risultato del processo, che chiude un capitolo doloroso ma decisivo per la giustizia.
La giustizia ha riconosciuto l’orrore del reato commesso.
La sentenza chiude un iter giudiziario lungo e tormentato.
La vicenda di Pamela Mastropietro rimane un caso emblematico di violenza e omicidio in un contesto di tossicodipendenza e abuso. La famiglia, dopo anni di attesa, ha visto finalmente il risultato del processo, che chiude un capitolo doloroso ma decisivo per la giustizia.
