Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale

Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale. La famiglia di Pamela Mastropietro celebra la sentenza.

Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale
Cassazione conferma ergastolo a Oseghale per omicidio e violenza sessuale

La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, nigeriano accusato di omicidio e violenza sessuale nella morte di Pamela Mastropietro, una ragazza romana di 18 anni scomparsa nel 2018. La sentenza, arrivata dopo un lungo iter giudiziario, ha ritenuto la condanna definitiva e inappellabile. La famiglia di Pamela, dopo anni di attesa e di dolore, ha espresso una sorta di sollievo, pur rimanendo convinta che la verità non sia ancora completa.

La sentenza e le motivazioni

La quinta sezione della Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa di Oseghale, che aveva chiesto l’annullamento della condanna per l’aggravante della violenza sessuale. Il sostituto procuratore Maria Francesca Loy ha sottolineato che la motivazione della sentenza d’appello “ha colmato ogni lacuna” e “è del tutto insindacabile”, poiché “è stata raggiunta la prova logica sulla ricostruzione dei fatti” che “non può essere in alcun modo posta in discussione”. La pg ha rilevato che i fatti, come si sono verificati, non avrebbero senso senza la violenza sessuale.

La famiglia ha espresso sollievo ma non ha abbandonato la ricerca della verità. Alessandra Verni, la madre di Pamela, ha detto: “Da sei anni aspettavo questo momento, è quello che speravo. Ma la mia battaglia non finisce qui”. La famiglia continua a credere che ci siano altri responsabili nella vicenda e che la verità non sia ancora completa.

Le reazioni e le accuse

I difensori di Oseghale, avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, hanno espresso delusione, ritenendo che le argomentazioni avanzate non siano state valutate in modo completo. “Chiediamo l’annullamento della parte inerente l’aggravante della violenza sessuale”, hanno detto, rilevando che “il pg ha parlato di prova logica, invece è del tutto illogica”. Hanno anche sottolineato che il “percorso argomentativo” è illogico e contraddittorio.

Al di fuori della Suprema Corte, gli amici e i parenti di Pamela hanno mostrato sostegno, con striscioni e foto della ragazza. La madre ha ricevuto il sostegno anche di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la cittadina vaticana scomparsa oltre 40 anni fa. La famiglia di Pamela, pur celebrando la sentenza, continua a sperare in una verità completa e in un pentimento da parte di Oseghale.

La famiglia non abbandona la ricerca della verità. Marco Valerio Verni, fratello di Alessandra e legale della famiglia, ha affermato che “è stato un risultato sofferto che ha prolungato il dolore e l’agonia ma siamo arrivati alla giusta conclusione”. “Noi abbiamo sempre detto e siamo convinti che ci sono altri responsabili, a vario titolo, in questa diabolica vicenda e continueremo a cercare la verità”, ha concluso. Per lui, il risultato è importante ma parziale.