Cassazione decide sulla revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi

Cassazione decide sulla revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba.

Cassazione decide sulla revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Cassazione decide sulla revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi

La Cassazione ha oggi deciso sulla revisione del processo di Olindo Romano e Rosa Bazzi, due coniugi condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006. Dopo più di 18 anni, la Suprema Corte si è pronunciata sulla richiesta della difesa di riconsiderare le condanne, che sono state confermate in via definitiva. La decisione, attesa in serata, chiuderà un caso che ha segnato la cronaca italiana per anni, ma non per i coniugi accusati, che sperano ancora in un ulteriore passo verso la giustizia.

Le condanne e la richiesta di revisione

Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio di Raffaella Castagna, del figlio Youssef Marzouk, della nonna materna Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini. La strage, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto i due coniugi uccidere quattro persone con coltelli e spranga, con la mancina Rosa che ha affondato la lama nella gola del bambino. Le sentenze di condanna, pronunciate dalla Corte d’Appello di Brescia, sono state definitive e non hanno lasciato spazio a ulteriori appelli. Tuttavia, la difesa ha presentato un ricorso per la revisione del processo, basato su nuove prove e testimonianze.

La difesa sostiene che le nuove prove siano sufficienti per modificare la sentenza. Gli avvocati Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux hanno sottolineato che i nuovi elementi di prova, come le macchie di sangue di Youssef e le analisi scientifiche, potrebbero cambiare la prospettiva del caso. “Sarebbe giusto che tutti gli elementi di prova nuovi venissero assunti in dibattimento come prevede la Costituzione”, ha spiegato Schembri.

La posizione della pubblica accusa

Il procuratore generale della Cassazione, Giulio Monferini, ha espresso un parere contrario alla revisione, considerando le nuove prove “mere congetture” e “prospettazioni astratte”. Secondo il magistrato, le prove presentate non sono nuove né significative, e non smontano i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna. Le dichiarazioni del sopravvissuto Mario Frigerio, le confessioni dei coniugi e le tracce ematiche sono considerate elementi irrefutabili.

La difesa sostiene che le prove siano state ignorate o non valutate correttamente. La difesa ha sottolineato che i nuovi elementi di prova potrebbero scardinare la struttura motivazionale delle sentenze di condanna. Tuttavia, la Corte di Brescia ha ritenuto che tali prove non siano sufficienti per modificare la sentenza.

La Cassazione, con una sentenza attesa in serata, dovrà decidere se la revisione del processo è ammissibile o meno. Se la decisione sarà negativa, il caso potrebbe chiudersi definitivamente, ma i coniugi e i loro avvocati continueranno a sperare in un ulteriore passo verso la giustizia.