Cassazione riapre il caso di Roberta Ragusa: nuovo processo per il marito
Cassazione annulla proscioglimento di Antonio Logli, nuovo processo per omicidio e distruzione cadavere.

La Cassazione ha annullato il proscioglimento di Antonio Logli, accusato di omicidio volontario e distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, e ha disposto un nuovo processo. La decisione, resa nota oggi, ha riaperto la speranza di giustizia per la donna scomparsa nel 2012. La sentenza, emessa in seguito a ricorsi presentati dalla procura e dalle parti civili, ha rinviato gli atti al tribunale di Pisa, dove Logli dovrà difendersi nuovamente. L’avvocato Nicodemo Gentile, parte civile per conto dell’associazione Penelope Italia, ha espresso soddisfazione, sottolineando che si è riaperta la possibilità di dare risposte a una famiglia in attesa di verità.
Un caso che ha segnato la vita di una famiglia
Roberta Ragusa scomparve nel nulla la notte del 13 gennaio 2012, dalla sua abitazione a Gello di San Giuliano Terme (Pisa). Dopo anni di indagini e dibattiti, la sua scomparsa ha trovato un nuovo sviluppo con la decisione della Corte di Cassazione. L’associazione Penelope Italia, nata nel 2002 su iniziativa di Gildo Claps, fratello della giovane scomparsa a Potenza nel 1993, ha continuato a sostenere la famiglia di Roberta. L’organizzazione, senza scopo di lucro, ha sempre lavorato al fianco delle famiglie di persone scomparse, cercando di portare luce su casi come quello di Roberta.
La famiglia in silenzio e la giustizia in movimento
Nonostante la decisione della Cassazione, la famiglia di Antonio Logli ha mantenuto un atteggiamento di distacco. Il padre di Logli, Valdemaro, ha risposto ai giornalisti con una frase breve: «Dove è Roberta? Vorrei saperlo anche io». L’uomo ha poi allontanato i cronisti dalla sua proprietà, limitandosi a pronunciare poche parole. La madre di Logli e l’indagato stesso non hanno fornito commenti, mentre Antonio, interpellato telefonicamente, ha risposto: «State disturbando» e ha chiuso la chiamata. L’uomo, nel frattempo, ha evitato di uscire di casa, spostandosi all’interno del cortile e del giardino travisato per non essere intercettato.
La sentenza della Cassazione ha riconosciuto la necessità di un nuovo processo, anche se la verità su Roberta Ragusa rimane ancora lontana. La famiglia, pur in silenzio, attende che la giustizia faccia il suo corso. L’associazione Penelope Italia, che ha sempre sostenuto le famiglie in cerca di risposte, continua a lavorare per portare luce su casi come questo, dove la speranza di giustizia non si è mai spenta.
- Roberta Ragusa scomparsa nel 2012
- Antonio Logli prosciolto, poi riconosciuto colpevole
- Associazione Penelope Italia sostiene le famiglie delle scomparse
La decisione della Cassazione ha aperto una nuova fase nel caso di Roberta Ragusa, ma la verità rimane ancora da scoprire. La famiglia, pur in silenzio, attende che la giustizia faccia il suo corso, mentre l’associazione Penelope Italia continua a sostenere le famiglie in cerca di risposte. La speranza di giustizia, però, non si è mai spenta, anche se la strada è ancora lunga.
