Complottismo e tecnologie non verificate: il caso delle invenzioni anti-petrolio
Canale Italia diffonde narrative complottiste su tecnologie anti-petrolio, ma i fatti non supportano le affermazioni.
Un video diffuso su alcune pagine social il 13 settembre 2026, proveniente da Canale Italia, ha suscitato dibattito per le sue affermazioni su tecnologie anti-petrolio. Il servizio, intitolato “nessuno può mettersi contro il petrolio”, presenta quattro storie diverse, alcune già note a chi segue la testata Butac, altre nuove. Tuttavia, le informazioni fornite non sono sempre verificate e sembrano seguire un pattern di narrative complottiste, con errori fattuali e una chiusura che si allinea con uno stile di comunicazione spesso associato a teorie del complotto.
Le tecnologie anti-petrolio e i loro dubbi
Il servizio inizia con la descrizione dell’auto di canapa, progettata da Henry Ford, ma il museo Henry Ford chiarisce che si tratta in realtà della SoyBean car, un’auto costruita con pannelli di plastica, non di canapa. I tecnici delle plastiche dubitano che contenesse quantità significative di soia, e i pannelli erano probabilmente una normale plastica fenolica simile alla bachelite. L’auto non fu distrutta dai petrolieri, ma da E.T., un’ipotesi senza fondamento.
Un altro esempio è l’auto ad aria compressa, una tecnologia fallimentare che non ha mai funzionato in modo soddisfacente. Nonostante ciò, è stata utilizzata per truffare cittadini e imprenditori in tutto il mondo, fino a raggiungere la Tata, casa automobilistica indiana. Canale Italia lascia intendere che chi si doveva occupare della vendita sia morto in circostanze dubbie, ma la polizia thailandese ha escluso l’omicidio, attribuendo la causa a un biglietto della moglie che menzionava problemi domestici.
Le truffe e le false promesse
Il servizio continua con l’auto ad acqua, un’altra invenzione non verificata. Stanley Meyer, presentato come un inventore vittima delle compagnie petrolifere, è stato condannato per frode. Tre esperti scelti dal tribunale hanno esaminato la sua “cella” e hanno concluso che non c’era nulla di rivoluzionario, era semplice elettrolisi. La morte di Meyer è stata attribuita a un aneurisma cerebrale, senza indizi di reato. Un’altra tecnologia menzionata è l’auto ad ossidrogeno, che si basa su un classico kit HHO: elettrolisi a bordo, gas iniettato insieme alla benzina, con claim altisonanti come “-30% di carburante e -90% di inquinamento”. Tuttavia, le cifre sono dichiarazioni dell’inventore senza alcuna verifica. L’energia per l’elettrolisi arriva dall’alternatore, quindi dal motore, e ricombinare idrogeno e ossigeno restituisce al massimo quella spesa, al netto delle perdite.
Un’altra voce: il 5G e le trappole stradali
Il servizio si conclude con un richiamo complottista contro le “élite assassine” che avrebbero affossato i sistemi ecologici e economici in favore del petrolio. Tuttavia, non ci sono tracce di assassini nei racconti presentati. Il canale Italia, noto per il suo stile di comunicazione, sembra cavalcare il complottismo su un canale del digitale terrestre, un atteggiamento che potrebbe essere grave, soprattutto considerando i casi di truffa che hanno coinvolto cittadini e imprenditori italiani.
Al di fuori del tema principale, un altro servizio ha segnalato un video su YouTube che parla di trappole stradali legate al 5G, ma non è stato possibile verificare la sua attendibilità. Inoltre, un post Instagram ha suscitato dibattito per la sua origine e per la sua veridicità, con un testo che sembra ricalcare modelli di bufala. La diffusione di informazioni non verificate, come quelle presentate da Canale Italia, rappresenta un rischio per la credibilità delle fonti e per la correttezza delle informazioni. È fondamentale che i media si impegnino a verificare i fatti prima di diffondere notizie, soprattutto quando si tratta di tecnologie o invenzioni che promettono rivoluzioni significative.
