La difesa di Bossetti ha accesso ai tracciati genetici dell’indagine su Yara Gambirasio
La difesa di Massimo Bossetti ha ottenuto i tracciati delle analisi genetiche dell’omicidio di Yara Gambirasio.
Il 20 giugno il Tribunale di Bergamo ha reso esecutivo il provvedimento della Corte di assise del 27 novembre 2019, che aveva autorizzato l’esame dei reperti nell’indagine su Yara Gambirasio. La decisione ha permesso alla difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazza, di ottenere la copia dei tracciati delle analisi genetiche, un elemento cruciale per la sua difesa. L’accesso al materiale, che include immagini fotografiche e dati anonimi, arriva dopo oltre sei anni dalla richiesta e rappresenta un passo significativo nella sua battaglia per dimostrare l’innocenza.
La prova genetica e il Dna di Ignoto 1
La difesa ha ricevuto dati sul profilo genetico della vittima e su quelli raccolti per identificare l’individuo sconosciuto 1, noto come “Ignoto 1”. Questa prova è considerata una delle più importanti contro Bossetti, in quanto ha portato alla sua condanna definitiva. Secondo i giudici della Cassazione, il Dna di Ignoto 1 è identico a quello di Massimo Bossetti, e l’ipotesi di un complotto è stata definita “illogica”. La probabilità di trovare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico è stata calcolata come un individuo ogni 3.700 miliardi di miliardi di miliardi di persone.
La certezza dell’identificazione è particolarmente solida, in quanto le linee guida scientifiche individuano un soggetto con l’identità di soli 15 marcatori. I giudici di merito hanno correttamente affermato che il profilo genetico è stato confermato da ben 24 marcatori, evidenziando una maggiore tutela dell’imputato.
La difesa ha accesso a dati in forma anonima
Il materiale, composto da migliaia di dati genetici, è stato raccolto in Val Brembana durante l’indagine che ha portato alla condanna di Bossetti. L’avvocato Claudio Salvagni ha spiegato che i dati, stampati su 70 pagine A3, sono una mole enorme di informazioni grezze che richiederanno mesi di lavoro per un’analisi completa. La difesa spera di trovare elementi utili per dimostrare l’innocenza del suo cliente. I dati sono stati forniti in forma anonima, in linea con le linee guida scientifiche.
La difesa ha diritto di accedere ai reperti, come stabilito nel 2021 da una decisione della Cassazione. I giudici avevano risposto a venti motivi di ricorso, biasimando i “reiterati tentativi di mistificazione degli elementi di fatto”, amplificati da improprie sintetizzazioni pubbliche. La sentenza ha confermato che il profilo genetico è stato correttamente identificato.
La difesa di Bossetti ha ora a disposizione un’immensa quantità di dati, che potrebbero aprire nuove possibilità per la sua difesa. L’accesso ai tracciati genetici rappresenta un’opportunità per esaminare ulteriormente le prove e cercare eventuali errori o omissioni nell’indagine iniziale. La battaglia per l’innocenza di Massimo Bossetti continua, con la speranza di trovare elementi che possano cambiare il corso del processo.
