Due aziende di servizi antincendio coinvolte nel dramma di Tai Po ancora attive, aperte a nuovi contratti
Due aziende di servizi antincendio coinvolte nel dramma di Tai Po ancora attive, aperte a nuovi contratti

Dopo otto mesi dall’incendio che ha causato la morte di diversi residenti a Tai Po, due aziende di servizi antincendio coinvolte nell’episodio sono ancora attive e aperte a nuovi contratti. L’inchiesta del Dipartimento dei Servizi Antincendio ha concluso i suoi accertamenti e i casi saranno sottoposti al Consiglio Disciplinare per ulteriori procedimenti. Tuttavia, non è stato indicato un termine specifico per la conclusione delle indagini. Le aziende, China Status Development and Engineering e Victory Fire Engineering, sono state accusate di negligenza e mancanza di attenzione nel disattivare i sistemi di allarme e di estintori nell’edificio Wang Fuk Court. Nonostante le accuse, entrambe le aziende continuano a operare e a ricevere nuovi ordini, come confermato da un reporter che ha contattato i due enti in veste di potenziale cliente.
Indagini in corso e rischi per la sicurezza
Il parlamentare Scott Leung Man-kwong ha espresso preoccupazione per il fatto che le aziende possano ancora prendere nuovi progetti prima che le indagini siano concluse. Ha sottolineato il rischio che i loro licenze possano essere sospese, lasciando in sospeso progetti essenziali per la sicurezza antincendio. La mancanza di trasparenza potrebbe portare a conseguenze gravi se i servizi vengono eseguiti da soggetti non qualificati. Allo stesso tempo, Michelle Tang Ming-sum, un altro deputato, ha avvertito del potenziale rischio per la sicurezza pubblica, sottolineando come la popolazione potrebbe non essere a conoscenza dell’impegno delle aziende nell’incidente.
Regolamenti e tempi di risoluzione
Secondo le nuove regole introdotte a partire da aprile, i periodi di sospensione dei sistemi antincendio non devono superare i 60 giorni. Dati forniti dal Dipartimento dei Servizi Antincendio mostrano che 98 casi di deattivazione di sistemi antincendio sono rimasti in sospeso per oltre 60 giorni, mentre 619 casi sono stati completati entro il termine stabilito. La complessità dei casi e la possibilità di nomina di rappresentanti legali potrebbero ulteriormente ritardare la risoluzione delle questioni. Le aziende coinvolte nel dramma di Tai Po, in particolare China Status, sono state accusate di aver agito come “sistema di approvazione” per un’azienda di costruzioni e di aver emesso 85 notifiche di sospensione dei sistemi antincendio prima dell’incendio.
La stessa azienda ha sostenuto che i residenti avrebbero comunque perso la possibilità di evacuare in tempo se i sistemi di allarme fossero stati attivi, a causa della rapida perdita di spazi sicuri. Victory Fire, invece, è accusata di non aver notificato le autorità o di non aver tentato di attivare i sistemi dopo aver scoperto che erano stati disattivati una settimana prima dell’incendio.
Le autorità sono state chiamate a intervenire per garantire una maggiore trasparenza e controllo su tali aziende, in modo che i cittadini possano essere informati del loro coinvolgimento nell’incidente. Il parlamentare Leung ha chiesto l’introduzione di un meccanismo di sospensione temporanea, che permetta alle aziende sotto indagine di completare i progetti esistenti senza accettare nuovi contratti. Inoltre, è stato sottolineato l’importanza di obbligare le proprietà a contrattare servizi antincendio con aziende in contratto a lungo termine, per evitare processi di gara troppo lunghi.
