Finalter, perquisizioni della Finanza per false fatture: indagati Galli e Mezzadri
Perquisizioni nella sede Finalter dopo disposizione della Procura di Milano. Indagati Pietro Galli e Giorgio Mezzadri per emissione di fatture false. La società è legata al sindaco Sala.

La Procura di Milano ha disposto perquisizioni nella sede di Finalter, la società nella quale il sindaco Giuseppe Sala detiene una quota del 20% attraverso un trust. Le verifiche sono state delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza e riguardano accuse di emissione di false fatture. Al centro dell’inchiesta figurano Pietro Galli, persona direttamente coinvolta nella struttura societaria, e Giorgio Mezzadri, amministratore delegato della società.
La struttura azionaria e i soggetti indagati
Finalter presenta una composizione azionaria complessa. Il sindaco Sala possiede il 20% della società attraverso uno strumento di trust, mentre l’80% rimane in capo a Cinque G, società nella quale sono soci la moglie e la figlia di Pietro Galli. Quest’ultimo era stato precedentemente consigliere d’amministrazione in Atm, l’azienda di trasporto pubblico milanese. L’indagine della magistratura coinvolge proprio Galli e Mezzadri, quest’ultimo ricoprente il ruolo di amministratore delegato della Finalter.
La configurazione societaria che lega il primo cittadino al progetto imprenditoriale si rivela dunque articolata e mediata attraverso strumenti giuridici come il trust, soluzione frequentemente adottata per gestire partecipazioni in modo indiretto. Tuttavia, questa struttura non esclude il sindaco dalla responsabilità di trasparenza rispetto alle sue partecipazioni economiche dichiarate.
L’accusa di false fatture e le perquisizioni
L’indagine riguarda l’emissione di fatture false, un reato che rientra nella competenza della Procura di Milano e che rappresenta una violazione della normativa fiscale e commerciale. Le perquisizioni, effettuate dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, sono lo strumento attraverso il quale la magistratura intende acquisire la documentazione ritenuta rilevante per ricostruire le operazioni contestate.
Come riferisce ilfattoquotidiano.it, il fascicolo aperto presso la Procura mira a verificare se all’interno della società Finalter siano state prodotte e utilizzate documentazione contabile falsa, pratica che comporta conseguenze sia sul piano penale che su quello amministrativo e tributario. Le verifiche della Gdf rappresentano una fase delicata dell’indagine, nella quale gli investigatori hanno il compito di raccogliere elementi documentali che possano corroborare o escludere le ipotesi di reato prospettate.
Il coinvolgimento di Mezzadri come amministratore delegato pone questioni sulla governance della società e sulla catena di responsabilità nelle decisioni di carattere gestionale e contabile. Galli, dal canto suo, si trova in posizione di azionista principale attraverso la sua struttura societaria di controllo, il che implica responsabilità nella vigilanza sulla corretta condotta della società stessa.
Il contesto e le implicazioni per l’amministrazione
Il caso assume una particolare rilevanza considerando la posizione del sindaco Sala all’interno dell’amministrazione milanese. Sebbene la sua partecipazione a Finalter sia mediata da uno strumento fiduciario e rappresenti una quota di minoranza, il fatto che una società nella quale il primo cittadino è socio finisca sotto inchiesta per reati di natura fiscale solleva interrogativi sulla gestione degli interessi privati da parte di chi ricopre incarichi pubblici.
Milanotoday.it ha seguito sviluppi analoghi in altre situazioni dove figure pubbliche di rilievo risultano coinvolte in questioni di natura economica. In questo caso specifico, la struttura del trust attraverso cui Sala mantiene la sua partecipazione rappresenta un elemento formale che non elimina le implicazioni reputazionali potenziali per l’amministrazione comunale.
L’evoluzione dell’inchiesta dipenderà dagli esiti delle perquisizioni e dalle valutazioni della Procura circa la fondatezza delle accuse rivolte ai due indagati. I prossimi step dell’indagine potranno chiarire se l’emissione di false fatture sia stata un fatto isolato o parte di un sistema organizzato di irregolarità amministrative e fiscali all’interno della società.
