Franco Baresi, l’ultimo saluto a un simbolo del Milan e del calcio italiano

Franco Baresi si è spento, il Milan e i tifosi lo ricordano con applausi e cori.

Funerale di Franco Baresi a Milano, tifosi e ex compagni si stringono intorno al loro ex capitano
Funerale di Franco Baresi a Milano, tifosi e ex compagni si stringono intorno al loro ex capitano

Franco Baresi, simbolo del Milan e del calcio italiano, ha lasciato il mondo dopo una vita dedicata al pallone e ai valori che ha incarnato. Il funerale, tenutosi a Milano, ha visto migliaia di tifosi e ex compagni riuniti per rendere omaggio al “Piscinin”, come era affettuosamente chiamato. Tra applausi, cori e fumogeni, la città ha celebrato l’ultimo saluto a un uomo che ha scritto la storia del calcio italiano con integrità, umiltà e dedizione.

Un tributo collettivo a un simbolo

La Piazza Sant’Ambrogio, già gremita due ore prima del funerale, si è trasformata in un grande stadio per l’ultimo addio a Franco Baresi. Tra fumogeni, sciarpe alzate al cielo e cori di apprezzamento, i tifosi hanno espresso il loro affetto per un capitano che ha incarnato i valori del Milan. La bandiera con il numero 6, simbolo del suo legame con la squadra, è stata protagonista in Curva Sud, mentre i cori “c’è solo un capitano” hanno rafforzato l’idea che Baresi fosse l’unico vero leader del club.

La sua figura è diventata un simbolo di appartenenza e rispetto.

Ex compagni e istituzioni ricordano un padre

Accanto ai tifosi, sono arrivati ex compagni e istituzioni per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile. Marco Van Basten, Dejan Savicevic, Daniele Massaro e altri hanno partecipato al funerale, mentre l’omelia di Monsignor Carlo Faccendini ha sottolineato la predilezione di Gesù per i “piccoli”, come Baresi era chiamato. “Nei piccoli, Gesù vede le qualità del Regno”, ha ricordato l’abate, sottolineando l’importanza del suo ruolo non solo come calciatore, ma come persona.

Alcuni ex compagni, come Billy Costacurta e Ariedo Braida, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, con lacrime agli occhi. Anche Roberto Baggio, emozionato, ha partecipato al funerale insieme a Claudio Ranieri. La storia del Milan è stata celebrata sul sagrato della Chiesa, con un gesto di saluto ai tifosi che acclamavano e applaudivano. Il feretro è stato portato sulle spalle da alcuni ex compagni, tra cui Donadoni, Van Basten, Massaro, Albertini, Costacurta, Virdis, Ambrosini, Simone e Evani. I rossoneri che “scortano” il proprio capitano negli ultimi passi. Poi il saluto dei tifosi, tra fumogeni, cori, maglie storiche e la bandiera col 6, che è sempre stata protagonista in Curva Sud.

Non tutti i rappresentanti del Milan hanno partecipato al funerale. Christian Pulisic e Santiago Gimenez, rimasti a Milanello per recuperare da infortuni, hanno partecipato solo in remoto. Maignan, attuale capitano, era in vacanza dopo i Mondiali, e la sua assenza è stata sottolineata da molti. Per Gerry Cardinale e Paolo Scaroni, invece, sono arrivati fischi e contestazioni, sia all’ingresso che all’uscita dalla Basilica. Manca anche la prima squadra del Milan, impegnata in tournée in Australia. Tra i presenti, però, ci sono rappresentanti delle giovanili maschili e femminili, che hanno voluto partecipare al tributo. Il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha ricordato i valori morali di Baresi, sottolineando come il calcio oggi abbia perso quel senso di appartenenza che lui incarnava. Urbano Cairo, patron del Milan, ha espresso il suo apprezzamento per Baresi, ricordando come “abbiamo imparato tanto da uno come lui”. Dida, che ha partecipato al funerale come Seedorf, Montolivo, Donadoni, Florenzi, Borriello, ma anche Dossena, Pagliuca e Beppe Bergomi, ha sottolineato l’importanza del legame tra il Milan e la sua storia.

La sua figura, unica e indissolubilmente legata al Milan, è rimasta un simbolo di correttezza e dedizione. Il funerale è stato un momento di condivisione, dove tifosi, ex compagni e istituzioni hanno espresso il loro rispetto e gratitudine per un uomo che ha dato il meglio del suo talento e della sua integrità. Un tributo che ha unito passato e presente, calcio e spiritualità.