Garofano smonta l’inchiesta: “Teorie senza fondamento, rendono like”
Luciano Garofano critica le teorie non supportate sull’inchiesta di Garlasco, sottolineando l’importanza di prove concrete.

Il caso Garlasco, che ha suscitato dibattiti su giustizia e verità, vede un nuovo svolto con l’intervento di Luciano Garofano, ex capo dei RIS di Parma. Nella sua ultima apparizione in televisione, Garofano ha espresso un’opinione forte e chiara: le teorie che circolano sull’inchiesta non sono supportate da prove concrete e rischiano di creare confusione. “Teorie gravissime e senza fondamento, rendono like”, ha detto, sottolineando come certi dibattiti possano essere motivati più da visibilità che da una ricerca di verità.
Garofano critica le omissioni nell’inchiesta. L’ex capo dei RIS ha riferito di “rilevanti omissioni” nell’inchiesta che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi. Secondo lui, queste mancanze non hanno avuto alcun impatto sulla verità del caso, ma hanno creato dubbi e sospetti. “Non esiste alcuna documentazione scientifica, peritale o verbale d’indagine che possa confermare o anche solo ipotizzare una manomissione o una sostituzione del brick di Estathé”, ha sottolineato, mettendo in dubbio l’attendibilità di alcune ipotesi avanzate in televisione.
Le teorie non supportate da dati
Garofano ha espresso un forte disappunto per il modo in cui alcuni teorici, come Luigi Grimaldi, hanno cercato di mettere in discussione l’inchiesta. “Focalizzarsi sulle discrepanze grafiche e sui lotti di produzione per alludere ad anomalie è metodologicamente scorretto”, ha detto, sottolineando come le differenze nella confezione dei prodotti siano comuni e non necessariamente indicative di un crimine. “Giudicare tali differenze come anomale è un salto logico ingiustificato”, ha aggiunto, mettendo in luce come certi dibattiti possano essere più orientati alla spettacolarizzazione che alla ricerca di verità.
La presunzione di innocenza è un pilastro della giustizia. Garofano ha ricordato che la presunzione di innocenza è un pilastro della giustizia. “Fino a prova contraria, Stasi non è l’assassino”, ha detto, sottolineando che la sua condanna è stata emessa in base a prove che, oggi, vengono messe in discussione. “La magistratura è il vero problema in Italia”, ha aggiunto, riferendosi a una frase di Rita Cavallaro, giornalista che ha raccogliuto opinioni su come la giustizia possa aver fallito nel caso di Garlasco.
Nonostante le critiche, il dibattito continua a interessare il pubblico. Molti seguono i programmi dedicati al caso, sperando in una revisione della sentenza. “Garlasco dimostra che quando le indagini falliscono, la giustizia rischia di lasciare più domande che risposte”, ha detto Cavallaro, sottolineando come il caso possa essere ancora aperto e come la verità possa non essere ancora chiara.
La Procura di Pavia non ha dubbi, l’autore del delitto di Chiara Poggi è Andrea Sempio, ma Luciano Garofano non vede prove a suo carico. L’ex capo dei RIS ha anche criticato l’idea che l’immondizia potesse essere manomessa per incastrare Stasi. “Non esiste alcuna prova che possa supportare questa ipotesi”, ha sottolineato, sottolineando come le teorie non supportate da dati possano solo generare confusione. “Rendere like” è diventato un obiettivo, ma non una via per trovare la verità.
