Jordi Sánchez: “I giovani che dicono che il franchismo fu buono non sanno cosa dicono”
Jordi Sánchez commenta le opinioni di giovani su il franchismo e sottolinea l’importanza della memoria storica.
Jordi Sánchez, attore spagnolo noto per il suo lavoro in serie televisive e pellicole, ha espresso le sue opinioni su una recente polemica riguardante le opinioni di giovani che considerano i periodi del franchismo come positivi per la Spagna. In un’intervista, Sánchez ha sottolineato come tali dichiarazioni siano prive di una comprensione completa della storia e del contesto sociale del tempo. «Io ho sentito questi ragazzi giovani che dicono che il franchismo fu buono, ma è chiaro che non sanno cosa dicono», ha affermato.
Memoria storica e arte come salvaguardia
La memoria storica, per Sánchez, è un elemento cruciale per comprendere il passato e evitare di ripetere gli errori. «Creo che la memoria è fondamentale», ha sottolineato, riferendosi a una recente pellicola in cui interpreta un personaggio che vive in un contesto storico complesso. La pellicola, Frontera, ambientata negli anni ’40, esplora le conseguenze di decisioni politiche e umane in un periodo di conflitto. «Te das cuenta de cómo es la historia y cómo de cruel es el género humano, a veces», ha commentato Sánchez, riferendosi a una frase che accompagna la pellicola.
Un attore che si evolve e si confronta con il presente
Nonostante la sua fama come attore comico, Sánchez ha sempre rifiutato l’etichetta di attore di serie B. «Non ho mai fatto casting per le commedie», ha detto in un’intervista del 2017, sottolineando la sua versatilità. In Frontera, ha scelto di interpretare un personaggio che vive in un contesto di tensioni politiche e sociali. «Sono un personaggio che gioca a due bandi e cerca di rimanere neutrale», ha spiegato, riferendosi a una figura che rappresenta le complessità del potere e della moralità. La pellicola, diretta da Judith Colell, ha suscitato interesse per la sua capacità di mettere in discussione le opinioni del presente attraverso il passato. «La storia è sempre del revés», ha osservato Sánchez, riferendosi al fatto che oggi si vedono le conseguenze di decisioni che una volta erano considerate normali. «Lo che alcuni vivieron ayer, muchos viven hoy. Solo cambia la frontera», ha citato una frase finale della pellicola, che Sánchez ha trovato profondamente significativa.
Un lavoro che lo appassiona e lo soddisfa
Nonostante l’età avanzata, Sánchez mostra una passione inestinguibile per il suo lavoro. «Ho 61 anni e ho molti amici che si vogliono ritirare, ma io sono felice con questa professione», ha detto, riferendosi al suo ruolo in La que se avecina, una serie che ha reso famoso il suo personaggio. «Mi piace molto il drama perché non lo soffro per niente», ha aggiunto, sottolineando la sua capacità di interpretare personaggi complessi e profondi.
La sua carriera, che ha visto l’evoluzione da attore comico a interprete di personaggi più seri, è un esempio di come l’arte possa essere un mezzo di espressione e di riflessione. «L’arte mi dà pace», ha detto Sánchez, riferendosi al suo lavoro in Frontera e al suo interesse per la scrittura. «Scrivere e interpretare è una forma di liberazione», ha concluso, sottolineando l’importanza del lavoro artistico nella sua vita.
