Kasia Smutniak e Pietro Taricone, in Mustang la memoria si fa cinema: quattro registe raccontano perdita, amore e desiderio
Quattro registe italiane presentano al Festival di Roma film su perdita, amore e desiderio, tra cui Mustang di Kasia Smutniak.
Al Festival del Cinema di Roma, quattro registe italiane hanno presentato film che esplorano temi universali come la perdita, l’amore e il desiderio. Tra di loro, Mustang, il documentario di Kasia Smutniak, che racconta il ricordo di Pietro Taricone, il compagno scomparso. Il film, in concorso nel Progressive Cinema, si ispira a un viaggio intimo e a un’esperienza di vita condivisa. Altre opere, come Idda e Desiderio, si concentrano su relazioni complesse e su come l’amore può distruggere o creare. La Festa di Roma ha visto la presentazione di quattro film che, pur distinti, condividono un legame profondo con la memoria e l’identità.
Mustang: un viaggio intimo e universale
Mustang, il documentario di Kasia Smutniak, è nato da un viaggio intimo e da un ricordo di Pietro Taricone, il compagno scomparso. Il film si svolge nel territorio nepalese del Mustang, al confine con il Tibet, dove Kasia e Pietro avevano iniziato la loro relazione. Taricone aveva ripreso ogni cosa, anche la più inutile, e avevano promesso di tornare a aiutare le comunità locali. La tragedia della morte di Pietro e il ritorno di Smutniak con la figlia di sei anni hanno portato a un progetto di costruzione di una scuola per i ragazzi del posto. Solo nel 2018, Smutniak ha iniziato a raccogliere materiali foto-audiovisivi per comporre il documentario. La figlia, cresciuta, è andata a fare la voce narrante del film, unendo la memoria e la speranza.
Un manuale per la felicità
Mustang è un film commovente, un mosaico di spazi, tempi e formati. La sovrapposizione dei materiali montati crea un cerchio chiuso nella vita di Smutniak, ma anche un “manuale per la felicità” per chi vuole elaborare un lutto o una perdita. Il film, con la sua imponenza visiva, è in sala a partire dal 23 novembre. Kasia Smutniak ha spiegato che ha voluto fare questo film per aggrapparsi ai pochi gesti che accendono un lume di speranza in un momento buio per l’umanità. Le persone del Mustang, con la loro capacità di vivere pensando alla felicità, sono diventate un simbolo di speranza e di resilienza.
Connesso a Mustang per il tema della perdita, Idda di Irene Dionisio si svolge a Catania, dove due giovani amiche cercano il leggendario soffio del vulcano-femmina. Il film, rarefatto e dotato di un notevole studio visivo e sonoro, diventa un teorema metafisico e metaforico sull’essenza femminile e sul valore trascendente dell’immagine stampata. Interpretato da Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, Idda procede verso un sacro Graal inevitabile, inscritto nella “paura del buio” di Sofia, una figura vivace e folle.
Al Festival di Roma, il tema della perdita si estende anche a Desiderio di Michela Cescon, ispirato al romanzo di Giorgio Montefoschi. Il film racconta l’innamoramento tra Matteo e Livia, due giovani inesperte e in un’epoca di Roma di fine anni Ottanta. La loro storia, purtroppo, si svolge in un contesto di separazione e distanza, con la ragazza che parte per Londra per studiare arte. La relazione, che appartiene all’universo dell’amour fou e del melò letterario, si svolge tra desiderio e dolore, tra passione e abbandono.
