L’estradizione di Shabbar Abbas slittata: il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla scarcerazione

L’estradizione di Shabbar Abbas slittata, il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla scarcerazione.

L'estradizione di Shabbar Abbas slittata: il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla scarcerazione
L’estradizione di Shabbar Abbas slittata: il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla…

Il processo per l’omicidio di Saman Abbas, la giovane pachistana uccisa nel 2021 dopo aver rifiutato un matrimonio combinato, ha visto nuovi rinvii per l’estradizione del padre Shabbar Abbas. Il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla scarcerazione del detenuto, mentre il 9 marzo saranno ascoltati tutti i testimoni necessari per proseguire il procedimento. L’aggiornamento dell’udienza è stato deciso dopo che il giudice ha ritenuto insufficiente la presenza di tutti i testimoni richiesti dalla difesa.

Testimonianze e rinvii

Durante l’udienza di giovedì 23 febbraio, il giudice ha ascoltato le parti e ha deciso di rimandare il processo per l’estradizione al 9 marzo, quando saranno ascoltati tutti i testimoni necessari. Tra questi, è stato indicato anche un funzionario del ministero degli Esteri di Islamabad, che dovrà fornire informazioni sulla documentazione ricevuta dall’Italia. La richiesta di sentire il funzionario estero ha nuovamente allungato i tempi del processo, nonostante il magistrato e il pm avessero contestato apertamente l’atteggiamento della difesa.

La mossa del ministro Nordio

Nel frattempo, il ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio ha trasmesso alle autorità pakistane la richiesta di assistenza giudiziaria ricevuta dalla Corte d’assise di Reggio Emilia. L’obiettivo è garantire una videoconferenza per permettere a Shabbar Abbas di partecipare da remoto alle udienze del processo in corso in Italia. La rogatoria è stata inviata con l’indicazione di garantire «con celerità» la partecipazione del padre, che è uno degli accusati per l’omicidio della giovane.

La madre di Saman Abbas, Nazia Shaheen, è anch’essa accusata dell’omicidio, nonostante sia ancora latitante in Pakistan. Il padre, attraverso il suo avvocato Akhtar Mehmood, ha rifiutato ogni colpa e ha attribuito la responsabilità della morte allo Stato italiano. Il legale ha chiesto di cercare il vero assassino, ma da Islamabad è arrivato un ulteriore rinvio a giudizio per Shabbar Abbas.

La difesa ha sottolineato che il padre voleva tornare in Pakistan, ma aveva intenzione di tornare in comunità e di raggiungere i familiari. Il legale ha sottolineato che, se il corpo fosse stato suo, avrebbero il diritto di cercare il vero assassino. La situazione rimane in sospeso, con i tempi del processo che si allungano a causa delle richieste di testimonianza e delle procedure internazionali.

La Corte d’assise di Reggio Emilia ha iniziato il processo per l’omicidio di Saman Abbas, ma non è ancora stata presa una decisione in merito all’estradizione del padre. Il 2 marzo in Pakistan si deciderà sulla scarcerazione di Shabbar Abbas, mentre il 9 marzo saranno ascoltati tutti i testimoni necessari per proseguire il procedimento. La situazione rimane in attesa di sviluppi, con il processo che si svolge in un contesto internazionale complesso e delicato.