Matt Rutherford cerca di circumnavigare l’Artico in solitaria
Matt Rutherford tenta di circumnavigare l’Artico in solitaria, un’impresa estrema che combina avventura e ricerca scientifica.
Matt Rutherford, un navigatore e fondatore del progetto Ocean Research Project, sta cercando di circumnavigare l’Artico in solitaria, un’impresa estrema che richiede preparazione, resistenza e una profonda conoscenza del mare. L’obiettivo è diventare la prima persona a compiere questa traversata senza assistenza, attraverso le acque russe, il ghiaccio polare e il ritorno a casa. L’itinerario inizia da Aasiaat, in Groenlandia, e si estende lungo le coste orientali dell’Artico, passando attraverso i mari Barents, Kara, Laptev e Est Siberiano, per poi proseguire verso il Labrador Sea. L’impresa, che richiede circa 90 giorni, è un’esperienza estremamente complessa, con condizioni climatiche estreme e sfide logistiche uniche.
Un’esperienza di resistenza e ricerca
La circumnavigazione dell’Artico non è solo un’impresa fisica, ma anche un’opportunità per raccogliere dati scientifici. Rutherford, che ha già completato sette esplorazioni scientifiche nell’Artico con la sua nave Marie Tharp, ha spiegato che il viaggio è principalmente finalizzato a raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico sulle questioni climatiche. L’Ocean Research Project ha bisogno di riparare la sua nave e acquistare nuovi sensori scientifici, e il successo del viaggio potrebbe aiutare a raggiungere questi obiettivi.
La barca utilizzata, una Valiant 42 ristrutturata, è stata completamente rinnovata durante un periodo di sei mesi di lavoro in Annapolis. Rutherford ha sostituito praticamente ogni sistema a bordo, inclusi motori, fili e attrezzatura. La nave, un cutter-rigged ketch, è stata progettata per affrontare le condizioni estreme dell’Artico, con un sistema di generazione di energia idroelettrica e un’enclosure per il cockpit che permette di navigare in condizioni di nebbia e ghiaccio.
Le sfide del viaggio
Le sfide del viaggio sono molteplici. L’Artico è un ambiente estremo, con temperature che possono scendere a livelli estremi e condizioni meteorologiche imprevedibili. Rutherford ha descritto come la nebbia, i venti di 70 nodi e le coste non mappate siano alcuni dei maggiori ostacoli. Inoltre, la Russia blocca il GPS, rendendo necessario l’uso di sistemi alternativi come GLONASS. Rutherford ha provveduto a installare diversi dispositivi per garantire la navigazione, anche in caso di guasti.
Un altro aspetto cruciale del viaggio è la gestione del tempo. Rutherford ha spiegato che la finestra per completare il giro è estremamente stretta: deve partire da Groenlandia intorno al 1° luglio e completare il giro in circa 90 giorni, media di 100 miglia al giorno. La pressione per raggiungere l’obiettivo è alta, e il rischio di ritardi o problemi tecnici è significativo. Tuttavia, Rutherford ha sottolineato che l’esperienza acquisita negli anni precedenti e la preparazione fatta in casa lo hanno reso più sicuro.
Un progetto di ricerca e sensibilizzazione
Il viaggio non è solo un’impresa personale, ma anche un progetto di ricerca scientifica. Rutherford collabora con un programma NASA per raccogliere dati su nitrati e nutrienti nell’oceano, e ha anche una partnership con un’organizzazione scientifica per la raccolta di dati in alcune aree. Tuttavia, la ricerca in Russia è limitata, e Rutherford ha spiegato che l’accesso a certi dati potrebbe essere ostacolato da leggi locali. Nonostante questo, il viaggio è un’occasione per sensibilizzare il pubblico sulle questioni climatiche e sulle sfide dell’Artico. Rutherford ha anche sottolineato l’importanza del viaggio per il progetto Ocean Research Project. L’organizzazione ha bisogno di fondi per riparare la nave e acquistare nuovi sensori, e il successo del viaggio potrebbe aiutare a raggiungere questi obiettivi. Il viaggio è quindi un’esperienza che unisce avventura, ricerca e sensibilizzazione, e Rutherford è determinato a portarlo a termine.
