Mattarella e Zuppi chiedono inclusione nella scuola, distanziandosi da Meloni
Mattarella e Zuppi chiedono inclusione nella scuola, distanziandosi da Meloni
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, hanno espresso preoccupazione per la politica educativa del governo, distanziandosi dall’annuncio della premier Giorgia Meloni sul tetto delle classi per gli studenti stranieri e sul divieto di indossare il burka nelle aule. I due leader hanno sottolineato l’importanza di una scuola inclusiva e aperta a tutti, in linea con i principi della Costituzione.
Scuola come leva di integrazione
Il presidente Mattarella, durante l’inaugurazione dell’anno scolastico a Amatrice, ha sottolineato che la scuola è “la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”. L’affermazione è arrivata in un contesto in cui si discute l’introduzione di nuove normative che potrebbero influire sulle dinamiche interne alle classi. Il capo dello Stato ha anche ricordato che la scuola deve “stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie e aiutare a non formare ghetti”, sottolineando il ruolo chiave delle istituzioni nella coesione sociale.
La scuola deve produrre coesione sociale, ha aggiunto Mattarella, richiamando la Costituzione e sottolineando che “la scuola è aperta a tutti” come previsto dall’articolo 34. Il presidente ha anche ricordato che “la società ha bisogno della scuola e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora”. L’importanza di investire sul futuro, non solo sul presente, è un tema ricorrente nel discorso del capo dello Stato.
Violenza e preoccupazioni per la sicurezza
Le parole di Mattarella sono state precedute da un contesto di tensioni e preoccupazioni. Il presidente ha elencato diversi problemi che affliggono il sistema educativo, tra cui bullismo, bande giovanili e aggressioni agli insegnanti. “La violenza si manifesta in molte forme”, ha detto, ricordando episodi recenti che hanno suscitato allarme. Il capo dello Stato ha anche richiamato la responsabilità delle famiglie e delle istituzioni nel garantire un ambiente sicuro e inclusivo per tutti gli studenti. La scuola deve stabilire legami e conquistare la fiducia, ha sottolineato Mattarella, anche allargando parte delle responsabilità alle famiglie. L’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Il presidente ha anche ricordato che “la scuola è chiamata a produrre coesione sociale”, un tema che ha trovato eco anche nel discorso del cardinale Zuppi.
Il cardinale Zuppi, nel suo intervento al Consiglio episcopale permanente, ha sottolineato che l’educazione “tocca il cuore della nostra convivenza”. Secondo il presidente della Cei, “educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità e di entrare in relazione con gli altri”. Zuppi ha anche sottolineato che i recenti episodi di violenza devono spingere a una “presenza rinnovata nel mondo educativo”, con un impegno maggiore per garantire l’inclusione e la giustizia.
Le dichiarazioni di Mattarella e Zuppi arrivano a poche ore dall’annuncio della premier Meloni di due riforme che toccano il mondo dell’istruzione. Il decreto legge, che potrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri giovedì, include misure che potrebbero modificare le norme sulle classi e sulle norme di indossare il burka. Le posizioni dei due leader, però, sembrano contrapporsi alle intenzioni del governo, sottolineando l’importanza di una scuola aperta e inclusiva per tutti i cittadini.
