Matthew Lillard: “Scooby-Doo mi ha reso povero, ma mi ha insegnato a crescere”

Matthew Lillard racconta la delusione dopo Scooby-Doo e la rinascita come attore di carattere

Matthew Lillard, l’attore che ha interpretato Shaggy nei film live action di Scooby-Doo del 2002 e del 2004, ha confessato di aver odiato il franchise e di aver dovuto vendere casa e auto per sopravvivere dopo il flop del sequel. L’esperienza, che aveva iniziato come un’opportunità per diventare una star di Hollywood, si è rivelata un lungo periodo di delusione e difficoltà economiche. Oggi, però, Lillard riconosce il valore di quel periodo, che lo ha spinto a ripensare le proprie ambizioni e a trovare una strada più adatta a lui.

Da Shaggy a un attore di carattere

Il successo del primo film di Scooby-Doo aveva dato a Lillard l’illusione di poter diventare una star di Hollywood. Tuttavia, il sequel, Scooby-Doo 2 – Mostri scatenati, ha deluso le sue aspettative e ha segnato l’inizio di una carriera in declino. “Pensavo che sarei diventato una grande star” ha raccontato Lillard in un’intervista, spiegando come si sentisse sotto pressione per essere all’altezza del progetto. La delusione si è trasformata in risentimento nei confronti del franchise e del personaggio che lo aveva reso famoso.

La realtà è che, senza i soldi guadagnati con il secondo film, non ce l’avrei fatta

Il compenso ricevuto per Scooby-Doo 2 è stato fondamentale per la famiglia di Lillard. Senza quei soldi, avrebbe rischiato di perdere tutto. Il periodo successivo al film fu segnato da difficoltà economiche che li costrinsero a ridimensionare radicalmente il loro stile di vita. “Abbiamo venduto le nostre auto, abbiamo venduto la casa. Abbiamo sostanzialmente ridimensionato le nostre vite per poter vivere in modo molto più sostenibile. E mia moglie è tornata a lavorare” ha spiegato Lillard.

Una svolta nella carriera

La svolta arrivò quando Lillard smise di inseguire l’idea di diventare una star e cominciò a valorizzare le proprie capacità di caratterista. Nonostante le difficoltà, riuscì a ritagliarsi spazio in produzioni importanti, come “Paradiso amaro” con George Clooney e “Di nuovo in gioco” di Clint Eastwood. Questi ruoli, pur non essendo protagonisti, hanno contribuito a ricostruire gradualmente la sua posizione a Hollywood.

La delusione ha trasformato la sua carriera

Oggi, Lillard riesce a riconoscere il valore di un’esperienza che per anni aveva associato alla delusione. Il successo di Scooby-Doo non gli ha garantito la carriera da blockbuster che desiderava, ma il ridimensionamento seguito al sequel lo ha costretto a ripensare le proprie ambizioni e a trovare una strada più adatta a lui. “Pensavo di essere più di quello che ero. È stato un momento di grande umiltà per Matthew Lillard, e oggi ne sono grato” ha spiegato.