Moglie di Roggero chiede grazia a Mattarella, Salvini sostiene la candidatura
La moglie di Mario Roggero chiede clemenza al presidente della Repubblica. Salvini visita il carcere di Bollate e dichiara di volerlo candidare.

La moglie di Mario Roggero ha rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ottenere una grazia, chiedendo un gesto di clemenza e umanità verso il marito. La richiesta arriva in un momento di crescente mobilitazione politica intorno al caso dell’ottantaduenne attualmente detenuto nella struttura penitenziaria di Bollate a Milano, dove nei giorni scorsi è intervenuto personalmente il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini per una visita durata più di un’ora e mezza.
Durante l’incontro in carcere, Salvini ha dichiarato l’intenzione di candidare Roggero per rappresentare gli italiani, affermando di essere orgoglioso di questa scelta. Il leader leghista ha descritto Roggero come “un nonno, un padre e un marito” oggi privato della libertà, nella convinzione che sia stato vittima di “un’ingiusta aggressione”. Il comunicato ufficiale della Lega conferma che il partito sta operando su ogni fronte per sostenere la posizione di Roggero.
Secondo quanto riferisce askanews, Salvini ha espresso pieno sostegno alla richiesta di grazia avanzata dalla moglie, sostenendo che il gesto possa “essere preso in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà”. Il vicepremier non ha dubbi sul carattere dell’uomo: secondo lui non si tratta di una “mente criminale” e la sua condotta rappresenterebbe una legittima reazione a un’aggressione subita.
La posizione politica sulla legittima difesa
Il caso ha acceso il dibattito sulla nozione di legittima difesa. Salvini ha colto l’occasione per ribadire la necessità di “ampliare il perimetro della legittima difesa anche all’esterno delle case”, un tema caro alla Lega e al programma politico della coalizione di governo. La questione va oltre il singolo caso di Roggero e tocca principi normativi più generali, che da tempo il partito intende modificare.
Proprio durante la visita a Bollate, Roggero ha sottolineato come il presidente Mattarella abbia in passato concesso grazie ad altri soggetti, citando specificamente il caso di uno scafista e quello della Minetti. L’argomento viene utilizzato per sostenere che una valutazione favorevole nei confronti di Roggero non sarebbe incoerente con le decisioni presidenziali precedenti.

La reazione del governo e dell’opposizione
Il governo ha reagito alle critiche alimentate dal caso con un messaggio di autolegittimazione. Un post attribuito a Giorgia Meloni, venuto alla luce dopo le polemiche, sintetizza la linea in un principio semplice: “Mi aggredisci e mi difendo”. Una formulazione che riflette la narrativa sostenuta da Salvini e dalla Lega nel presentare Roggero come persona nella legittima reazione a un’aggressione.
L’opposizione invece ha criticato duramente l’orientamento politico intorno al caso, ritenendo che sia stato “superato il limite” nelle modalità di trattamento della vicenda e nelle pressioni esercitate nei confronti delle istituzioni. La controversia evidenzia il divario interpretativo tra la coalizione di governo, che inquadra il fatto come autodifesa legittima, e l’opposizione, che lo vede in modo diverso.
La Lega conferma il suo impegno su tutti i fronti per sostenere Roggero, consolidando così una battaglia che assume dimensioni sia penali sia di principio politico. Nel frattempo, la decisione sulla richiesta di grazia rimane nelle mani di Mattarella, che valuterà la questione con i tempi e i modi che riterrà più opportuni, secondo le procedure ordinarie per simili istanze.
